Una metanalisi pubblicata su Lancet Primary Care svela il paradosso delle cure primarie: garantiscono il 90% dell'assistenza, ma producono solo il 5,5% della ricerca globale. In Italia il deficit è strutturale: un sistema basato sul territorio che non riconosce ancora la dignità accademica della Medicina di famiglia.
Fimmg, Fimp e Sumai bocciano il documento della Conferenza delle Regioni sull'attrattività del sistema sanitario. La denuncia dei sindacati è netta: mancano proposte concrete per la medicina territoriale, pilastro del servizio pubblico ormai al collasso tra fughe e pensionamenti. I rappresentanti di categoria ribadiscono che: "Il Ssn non si salva solo con una parte del personale, ma con tutti gli attori coinvolti".
Alla 158ª sessione del Comitato esecutivo dell’Oms, l’Organizzazione mondiale dei medici di famiglia rilancia il valore della categoria: l'accesso a cure primarie di qualità garantisce tassi di sopravvivenza più alti, motivo per cui rafforzare la Medicina di famiglia non è una scelta opzionale, ma una condizione strutturale per la sostenibilità dei sistemi sanitari. L’appello agli Stati membri: "Ma senza una formazione post-laurea standardizzata, il sistema non regge".
La Conferenza delle Regioni, Anaao Assomed e Cimo-Fesmed firmano il “Protocollo Sanità”, documento programmatico per contrastare le dimissioni di massa e rilanciare il lavoro nel Ssn. Il piano punta su retribuzioni, flessibilità e carriere, insieme alla semplificazione dei profili professionali e a una rete sanitaria integrata ospedale-territorio, sostenuta da governance efficace e risorse adeguate.
Mentre la Fimmg celebra l'Accordo integrativo regionale come un "grande passo avanti" per la professione e l'organizzazione territoriale, Smi diffida la Regione e contesta l'esclusione dal tavolo, mentre la Fmt annuncia una "firma tecnica" per tutelare i propri organismi statutari.
Dalla Puglia alla Toscana, le aggressioni contro medici e operatori sanitari continuano a crescere. Un medico di continuità assistenziale è stato preso a sassate durante un furto, mentre a Firenze il personale delle Oblate ha dovuto barricarsi nel reparto di psichiatria. Fimmg e Fnomceo avvertono: senza sicurezza concreta, rischiano di svuotarsi i servizi e indebolirsi il Servizio sanitario nazionale.
Mentre nel nostro Paese il dibattito sulla riforma dell’assistenza territoriale ruota attorno a Case della comunità e Dm 77, la Medicina generale continua a perdere medici. Uno studio canadese sugli Annals of Family Medicine mostra che l’abbandono non è un fenomeno isolato, ma il risultato di criticità comuni ai sistemi sanitari universalistici e suggerisce strategie per fermare l’emorragia di professionisti.