Bocciatura piena della bozza di decreto sulla riforma della Mg dal Consiglio nazionale della Fimmg che ribadisce il proprio no a qualsiasi riduzione dello spazio convenzionale e alla dipendenza, anche in forma “residuale”, conferma lo stato di agitazione e mobilitazione è dà mandato al segretario nazionale di proclamare lo sciopero in assenza di risposte concrete. Anche Fmt proclama lo stato di agitazione, unendosi a quello dichiarato in precedenza dallo Smi, Snami chiede garanzie su norme e scuola di specializzazione per la Medicina generale, unico tema di convergenza nel confronto con Ministero e Regioni.

Il confronto sulla riforma della Medicina generale si arricchisce di una nuova iniziativa. Il Movimento medici di medicina generale per la Dirigenza lancia una campagna rivolta a Governo, Parlamento e Regioni per chiedere una revisione strutturale delle Cure primarie basata su Specializzazione universitaria e doppio canale volontario tra convenzione e dipendenza nel Ssn.  Una posizione in netta controtendenza rispetto a quella delle principali sigle sindacali della categoria impegnate nel confronto con Ministero della Salute e Regioni sul futuro dell’assistenza territoriale.

Mentre il Ssn accelera per centrare gli obiettivi del Pnrr sulla riforma del territorio, si consuma un insolito paradosso politico: il sottosegretario Gemmato blinda la convenzione, smentendo la linea del ministro Schillaci e dei governatori regionali favorevoli al doppio canale. Fimmg incassa il "chiarimento" e prepara le sue contromisure operative.

di Anna Sgritto

Con il supporto della Pontificia Accademia per la Vita, la campagna internazionale "Thank You Doctor!" rilancia la centralità del medico di medicina generale per contrastare burnout e burocrazia e rafforzare il rapporto di fiducia con i pazienti al fine di costruire un sistema sanitario più equo, umano e capace di rispondere ai reali bisogni delle persone, garantendo al contempo la dignità del lavoro medico attraverso risorse adeguate e il rispetto del tempo di cura.

Il sistema dell’emergenza-urgenza italiano non è più autosufficiente. L’indagine Simeu presentata di recente a Napoli rivela che l’89% delle strutture sopravvive solo grazie a gettonisti e prestazioni extra. Una fragilità che pesa su un volume di attività in costante aumento, con un incremento degli accessi che ha superato il 6% nel biennio 2023-2025.

Mentre i dati Ocse 2025 indicano l'Italia come modello di efficienza nell'assistenza territoriale, la Fimmg dichiara lo stato d'agitazione e avverte: senza il coinvolgimento dei medici di famiglia, il riordino delle cure primarie voluto dal Governo è destinato al fallimento. Nel mirino non c'è solo l'assenza di confronto, ma il paradosso di voler smantellare l'unico pilastro che oggi garantisce i bassi tassi di ricovero nazionali e la presa in carico nelle aree interne.

Il sindacato convoca d’urgenza il Comitato nazionale, contesta ogni tentativo di accelerare il processo riformatore senza una reale concertazione con la categoria e respinge ogni ipotesi di trasformazione dei medici di famiglia in dipendenti del Ssn. Sotto accusa i carichi burocratici e i modelli organizzativi ritenuti incompatibili con il rapporto fiduciario tra medico e paziente.