Dal salvagente penale al trattenimento dei medici senior: il decreto Milleproroghe eleva l'eccezionalità a modello ordinario, lasciando però i Mmg in una condizione di cronica marginalità. Il Presidente dello Snami, Angelo Testa, avverte: "Si normalizza una sanità di frontiera". Senza riforme e stanziamenti certi, le deroghe non basteranno a salvare un territorio sempre più fragile.
Il presidente della Fnomceo Filippo Anelli commenta la sentenza del Tar Lombardia che esclude il valore vincolante dei tempari regionali: la durata della prestazione è una decisione clinica, non un parametro economico. Solo il medico può stabilirla nell’interesse del paziente. "La nostra professione si fonda sull’autonomia - precisa Anelli - che è inscindibile dalla responsabilità".
Documento unitario di Fimmg, Snami, Smi, Fmt, Fimp e delle altre sigle della medicina generale, della pediatria e della specialistica: la piattaforma della vertenza chiede un cambio di passo su 118, ruolo unico e digitalizzazione. Confronto aperto con la Regione, ma i sindacati annunciano una grande manifestazione entro maggio.
Ridurre il ritardo diagnostico e rafforzare la presa in carico: è l’obiettivo dell’alleanza tra Simg, Simi e Uniamo, presentata a Roma. Una rete di 11mila professionisti per migliorare il percorso dei pazienti rari, con il medico di famiglia nel ruolo di sentinella per intercettare i primi segnali di una possibile patologia rara.
Mentre il Governo accelera sulle nuove lauree magistrali cliniche infermieristiche, la Fnomceo approva una mozione che chiede di modificare il decreto: presidi e ausili, avverte, devono poter essere richiesti e prescritti dagli infermieri solo dopo la valutazione clinica del medico e la sua prima prescrizione.
L’ok agli schemi di intesa per l’autonomia differenziata riapre il fronte delle criticità legate a un assetto della medicina territoriale sempre più guidato da logiche amministrative. Il segretario generale della Fimmg, Silvestro Scotti, avverte che il rafforzamento del livello regionale non deve snaturare la funzione professionale del medico di famiglia e richiama il rischio di una “professionalità a più velocità”, con Regioni in competizione sull’offerta contrattuale e conseguenti squilibri territoriali.
La revisione Aifa sugli Inibitori di pompa protonica è il risultato di un lavoro congiunto che ha coinvolto medicina generale, Fnomceo e società scientifiche. Un percorso condiviso che ha posto al centro appropriatezza, sicurezza clinica e il ruolo del medico nella valutazione individuale del paziente.