“Siamo contrari alle h.16 e alla riduzione dell’orario dei medici della Continuità Assistenziale”. La dichiarazione è di Giorgio Fabiani, responsabile regionale Toscana Smi 118 convenzionati che si dice preoccupato per l’ennesima prospettiva di tagli al Ssr che contempla la riduzione dell’orario dei medici della Continuità assistenziale con la presenza della guardia medica fino alle ore 24 e non più fino alle 08,00 del mattino (h16).
Ne è convinto il presidente dell'OMCeO di Milano Roberto Carlo Rossi che, in una dichiarazione alla Agi, ha precisato: "Il green pass è solo un ulteriore aggravio burocratico in quello che per antonomasia è il Paese dei certificati”. Al momento sono tanti i cittadini che si rivolgono al proprio medico per ricevere il green pass senza sapere che, non solo i Mmg non hanno indicazioni precise, ma che la certificazione non è gratuita, poiché non rientra in quelle comprese nella Convenzione.
“La Medicina Generale pugliese non è più in condizione di continuare a dare il proprio supporto alla campagna vaccinale”: lo ha annunciato Donato Monopoli, segretario Fimmg Puglia, al termine di un recente incontro della dirigenza regionale del sindacato. Fimmg aveva chiesto alla Regione Puglia un incontro urgente sul tema della campagna vaccinale, denunciando disorganizzazione e poche dosi.
Dalla FNOMCeO ai sindacati di categoria è un coro unamine di soddisfazione per l'approvazione in Senato, nell’iter di conversione in Legge, dell’emendamento all’articolo 3 del DL 44/2021, che estende il cosiddetto scudo penale per l’attività prestata da tutti i professionisti sanitari durante lo stato di emergenza epidemiologica dovuta al Covid. Per la FNOMCeO si tratta di "un grande passo in avanti", ma anche un "obiettivo di contenimento del rischio di una seconda epidemia che attendeva tutti gli operatori sanitari: quella giudiziaria" come ha tenuto a evidenziare l'Anaao Assomed.
Sembra non bastare allo Smi l’emendamento presentato, nell’iter di Conversione in Legge del DL Sostegni, dalla Senatrice Maria Domenica Castellone, che impedisce di richiedere la restituzione delle indennità orarie corrisposte ai medici convenzionati del 118. Il sindacato è convinto della necessità di delineare le condizioni per una riforma strutturale del sistema, motivo per cui propone di aprire nel Paese e nel Parlamento un confronto con le forze sindacali della categoria per avviare un percorso comune.
Sono oltre 3.000 i medici che nel 2019 si sono dimessi per cercare una realizzazione professionale e una migliore qualità di vita nel privato o sul territorio. Ma se analizziamo le dimissioni in relazione al numero totale di medici dipendenti, in Italia si è passati dal 1,6% di dimessi nel 2009 a 2,9% nel 2019. In 10 anni i medici che si licenziano sono aumentati del 81%. Uno studio dell’Anaao Assomed analizza il fenomeno e le ragioni della fuga.
"Non possiamo accettare che sulla Sanità si commettano gli errori del passato e di certo non saremo complici di una riorganizzazione burocratica del Ssn che alla fine dovrà essere pagata, ancora una volta, con la salute dei cittadini". È una voce quasi unanime quella che si leva dall’intersindacale che mette assieme le diverse anime della sanità italiana e chiede alla FNOMCeO di convocare prima possibile tutti i rappresentanti dei sindacati medici per affrontare insieme il modo in cui la professione medica possa essere rappresentata nel progetto di cambiamento della sanità previsto dal Pnrr.