Come emerso da una survey condotta dalla SIN (Società Italiana Nefrologia), fra i dializzati si è registrata una mortalità 10 volte superiore a quella a oggi stimata nella popolazione generale durante la seconda fase della pandemia (26% vs 2.4%). Oltre un terzo dei dializzati che si sono infettati è deceduto. I pazienti in trattamento dialitico e i portatori di un trapianto renale si sono dimostrati non solo più suscettibili a contrarre l’infezione da Covid, ma, cosa ancora più rilevante, quando infettati hanno un rischio di morire molto più elevato rispetto alla popolazione generale.
Uno studio, coordinato dalla Statale di Milano in collaborazione con l’Università dell’Insubria, di Milano-Bicocca e di Tor Vergata ha evidenziato che l’Alzheimer modifica l’interazione tra le proteine e la fisiologia delle cellule in modo differente tra uomini e donne. È quanto emerso da un recente studio, tutto italiano, pubblicato su Cell Reports, che ha presentato i risultati dell'analisi di campioni post mortem di ipotalamo da cervelli di uomini e donne con un invecchiamento normale e da pazienti affetti dal morbo di Alzheimer.
Una ricerca condotta in un modello sperimentale animale ha dimostrato che, negli animali giovani, all’induzione di ipertensione faceva seguito una perdita ossea e un danno osseo correlato all'osteoporosi di entità paragonabile quanto riscontrabile nei topi più anziani. I dati sono stati presentati al convegno dell'American Heart Association (San Diego, 7-10 settembre 2022).
Un team di ricercatori francesi ha evidenziato che esiste un legame tra la sensibilità al dolore e il ritmo circadiano di una persona. Nell’articolo, pubblicato su Brain, il gruppo descrive come hanno testato la sensibilità al dolore in volontari maschi sottoposti a un "protocollo di routine costante". Gli scienziati sanno da molto tempo che le persone che soffrono di dolori sembrano sentirli con maggiore intensità durante le ore notturne. Ma perché questo accada è rimasto un mistero. Ma adesso i ricercatori hanno trovato un indizio: il ritmo circadiano.
Una nuova ricerca ha rilevato che gli adolescenti attivi sui social media sono esposti a contenuti che potrebbero metterli a rischio di sviluppare problemi di droga e alcol. Lo studio, firmato dai ricercatori dell'Università del Queensland ha esaminato il modo in cui i contenuti sull'uso di droghe e alcol sono stati rappresentati sui social media. Sono stati esaminati quasi 16 milioni di post su Twitter, YouTube, Instagram, Pinterest, TikTok e Weibo ed è emerso che la maggior parte dei contenuti sull'uso di droghe e alcol era rappresentato positivamente.
Uno studio dell’Iss presentato al Congresso internazionale di Medicina di Genere rivela che negli operatori sanitari la risposta immunitaria delle donne al vaccino contro il Covid si è mostrata essere superiore a quella degli uomini ma declina più rapidamente a 150 giorni dalla seconda dose. Negli uomini, però, elevati livelli di testosterone potrebbero predire lo sviluppo di più anticorpi.
Una ricerca presentata al congresso Esc 2022 rivela che il cuore dei fumatori è più debole di quello dei non fumatori. Lo studio ha rilevato che nelle persone che fumano si osserva un peggioramento della loro funzione cardiaca. I danni non sono definitivi poiché la medesima ricerca ha documentato che alcune funzioni sono state ripristinate quando le persone hanno smesso di fumare.