Un Action Plan per arginare l'emergenza diabete
I circa 4 milioni di italiani con diabete rappresentano oggi un’emergenza sanitaria assoluta, con un impatto sul Servizio Sanitario Nazionale di 14 miliardi annui, solo in termini di costi diretti, a cui si aggiungono altrettanti costi indiretti. Se si considera che un ulteriore milione di cittadini convive con la patologia senza saperlo, che oltre 3 milioni hanno un alto rischio di svilupparla e che le sue complicanze possono ridurre l’aspettativa di vita in media di 6 anni, appare evidente l’urgenza di mettere in campo azioni in grado di arrestare la crescita del diabete nel nostro Paese. FeSDI – Federazione delle società diabetologiche italiane, Università di Roma Tor Vergata e Intergruppo parlamentare Obesità diabete e malattie croniche, con la finalità di porre il problema tra le priorità dell’agenda politica italiana e formulare una strategia d’intervento condivisa a livello nazionale, hanno infatti promosso gli Stati Generali sul Diabete.
Gli Stati Generali hanno previsto quattro panel di discussione che hanno affrontato il potenziamento dell’assistenza, la tutela dei diritti delle persone con diabete, l’adozione di strategie di prevenzione primaria e secondaria e l’omogeneità di cure e trattamenti sul territorio. Sette gli obiettivi individuati sono stati inseriti nel documento dal titolo “Un impegno comune per il diabete in Italia” che vuole costruire una strategia nazionale per una visione condivisa sulla patologia. Sette sono stati gli obiettivi individuati che sono inseriti nel documento dal titolo “Un impegno comune per il diabete in Italia” che vuole costruire una strategia nazionale per una visione condivisa sulla patologia:
1. Disuguaglianze nell’accesso all’assistenza - Solo il 30% delle persone con diabete riceve una assistenza specialistica e, anche tra coloro che accedono alle strutture diabetologiche, una minoranza riceve consulenza dietistica o accede a percorsi di educazione terapeutica, una disuguaglianza da colmare. L’accesso ad una assistenza specialistica e di qualità non è variabile solo tra le diverse regioni ma anche all’interno di esse, con una distribuzione eterogenea e ‘subottimale’ delle strutture deputate all’assistenza, la presenza di così come i singoli specialisti che operano in ambulatori senza il supporto dei team multiprofessionali che potrebbero erogare una assistenza più completa ed efficace.
2. Outcome peggiori in mancanza di integrazione – Quando manca la necessaria integrazione tra strutture di diabetologia e Medicina Generale, si assiste a outcome di salute peggiori e complicanze più frequenti. Ma anche in presenza di centri multiprofessionali, non sempre questi sono nelle condizioni di garantire adeguati volumi di assistenza, a causa della carenza di risorse umane.
3. Personale di assistenza, numeri insufficienti per la qualità - Gli obiettivi vanno dal potenziare e ottimizzare la rete diabetologica, ad articolare la rete in almeno 350-400 centri multiprofessionale che assistano 15mila persone ciascuno.
4. Fondi adeguati al reclutamento e la formazione di personale - Servono un diabetologo e un infermiere ogni mille pazienti quindi almeno 4mila specialisti rispetto agli attuali 2mila e 4mila infermieri rispetto agli attuali 1500. Raddoppio necessario anche per i dietisti che dovrebbero passare dagli attuali 400 a 800, oltre a psicologi e podologi. Oltre a potenziare le professionalità dei diabetologi con competenze manageriali.
5. Mancanza di sinergia e percorsi frammentati – Garantire sinergie è un altro degli obiettivi elencati, necessaria quindi maggiore collaborazione tra specialisti e Mmg e tra team diabetologici e case di comunità, ospedali e RSA. Infine, implementare la digitalizzazione e integrarla per migliorare la qualità dell’assistenza.
6. Investimenti in formazione e ricerca – Allocare fondi per ampliare il reclutamento e la formazione del personale dedicato all’erogazione dell’assistenza per le persone con diabete, rafforzando le funzioni e la professionalità del diabetologo nel suo ruolo di coordinatore del Team, anche attraverso una formazione specifica dedicata alle competenze manageriali. Sostenere infine la Ricerca per una sempre migliore qualità di cura e di vita per le persone con diabete.
7. Diffusione, implementazione e potenziamento della digitalizzazione – Supportare processi di digitalizzazione per migliorare la qualità dell’assistenza, promuovendo e sostenendo il continuo dialogo medico-paziente e il confronto tra i diversi professionisti coinvolti nei percorsi di presa in carico.