La revisione del prontuario dei farmaci a brevetto scaduto prevista dalla legge di bilancio 2026 potrebbe determinare effetti distorsivi sulla dinamica della spesa farmaceutica, con un potenziale trasferimento dell’onere economico dal settore pubblico alla spesa privata. L’analisi è stata al centro del Consiglio direttivo di Egualia, che ha esaminato l’evoluzione della farmaceutica territoriale alla luce delle recenti misure di governance.
Secondo i dati di Pharma Data Factory, il segmento dei farmaci off-patent continua a rappresentare un driver di contenimento della spesa pubblica. A fronte di una crescita sostenuta dei farmaci branded, il comparto a brevetto scaduto mostra una sostanziale stabilità (+0,4%), garantendo accesso a trattamenti consolidati a basso impatto economico.
Particolare attenzione è rivolta alla revisione del prontuario da parte di Aifa, con focus sugli inibitori di pompa protonica (Ppi). Per questa classe terapeutica si osserva una riduzione della spesa pubblica (-7,7%) a fronte di un incremento della componente privata (+8%), indicatore di una progressiva ricomposizione del mix di finanziamento. Il presidente di Egualia, Riccardo Zagaria, evidenzia come la spesa per i farmaci off-patent sia già caratterizzata da una traiettoria decrescente. In un contesto di incremento dei costi di produzione e pressione sui margini, ulteriori riduzioni dei prezzi di rimborso potrebbero compromettere la sostenibilità industriale del comparto. "Non è in discussione il principio della periodica verifica dell’appropriatezza", ha dichiarato Zagaria. "È però necessario valutare con precisione il perimetro degli interventi e gli effetti sistemici che ne derivano".
Secondo Egualia, il rischio è quello di un effetto di “traslazione della spesa”, con un aumento dell’out-of-pocket a carico dei cittadini. Un fenomeno che segnala un possibile arretramento della copertura pubblica e pone interrogativi sulla tenuta complessiva del Servizio sanitario nazionale nel garantire equità di accesso alle cure.