Durante l’audizione parlamentare davanti alle Commissioni Bilancio riunite, la Fondazione Gimbe lancia un allarme: dietro l’apparente incremento delle risorse previste per il Ssn si cela un definanziamento strutturale del Fondo sanitario nazionale. Il gap cumulato tra il 2023 e il 2026 ammonta a 17,5 miliardi, mentre aumentano liste d’attesa, spesa privata e disuguaglianze. Gimbe propone misure concrete per rifinanziare il Servizio sanitario nazionale.
Il XXIII Convegno nazionale di diritto sanitario, svoltosi a Milano, solleva criticità sul nuovo quadro strategico per la gestione delle emergenze: dubbi giuridici, ruolo indefinito dei Mmg, spinte verso il regionalismo differenziato e isolamento internazionale minano universalità e coesione del Servizio sanitario nazionale.
Alla presentazione del Manifesto sulla salute nelle aree interne, montane e insulari, esperti e rappresentanti istituzionali hanno ribadito la centralità della medicina territoriale come leva di equità e coesione. Ma il Dm 77 resta inattuato e la legge di Bilancio 2026 non destina fondi specifici al territorio. Tuttavia segnali incoraggianti arrivano dall'apertura, anche se tardiva, del tavolo per il rinnovo dell’Acn 2022-24 per i Mmg e dalla nuova Legge per la montagna, che riconosce la specificità della Medicina generale nei contesti più fragili.
Cresce la consapevolezza, ma i percorsi di cura restano disattesi o mai avviati. Questo è quanto emerge dai risultati della campagna "Obesità. Non ignorarla, affrontiamola insieme", promossa da Cittadinanzattiva con Federfarma e il supporto non condizionante di Eli Lilly. I farmacisti segnalano criticità operative e propongono il coinvolgimento diretto dei medici di medicina generale nelle prossime iniziative.
Secondo una recente indagine condotta da Trustpilot, piattaforma globale indipendente specializzata in recensioni online, il 78% degli italiani si rivolge al privato per evitare le attese del pubblico. Ma i dati Istat raccontano un’altra faccia della realtà: nel 2024 quasi il 10% dei cittadini ha rinunciato a visite o esami per difficoltà economiche e di accesso. Un doppio binario che evidenzia disuguaglianze crescenti nel diritto alla salute.