Uno su cinque non conosce il proprio medico di famiglia, più della metà non sa a cosa serva il ticket sanitario e oltre l'80% non ha mai utilizzato il Fascicolo sanitario elettronico. Sono solo alcuni dei dati emersi da un'indagine condotta dalla Fondazione Gimbe tra gli studenti delle scuole superiori italiane che evidenziano una distanza crescente tra le nuove generazioni e il Servizio sanitario nazionale.
Il 37esimo Rapporto Italia dell’Eurispes fotografa una società sempre più segnata da difficoltà economiche e cambiamenti culturali. La sanità, le scelte etiche e le abitudini di consumo emergono come settori cruciali in cui gli italiani si trovano a fare compromessi e scelte difficili. Aumentano le rinunce alle cure mediche, cresce il ricorso alle informazioni sanitarie via web, mentre i temi etici continuano a dividere l’opinione pubblica.
La Fnomceo critica l'astensione del Paese, chiedendo un confronto con il Governo per una strategia sanitaria coordinata. Anche la Cgil denuncia la scelta come irresponsabile, evidenziando i rischi per la salute pubblica e la sicurezza del personale. Perplessità sono state espresse anche dalla Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica.
Il recente Report Istat sulla soddisfazione dei cittadini per le condizioni di vita evidenzia un calo nel grado di appagamento per il proprio stato di salute che riguarda soprattutto i giovani adulti, le donne e gli abitanti del Centro Italia. La differenza tra uomini e donne si amplifica con l'età, mentre il divario geografico mostra una maggiore soddisfazione nelle regioni settentrionali.
La Fimmg ha accolto positivamente il Ddl sulle prestazioni sanitarie, apprezzando l’integrazione della diagnostica di primo livello negli studi medici e l’uso della telemedicina. Tuttavia, denuncia il mancato utilizzo delle risorse stanziate nel 2020 e chiede regole chiare per la digitalizzazione della sanità.