EvdLa Fondazione Gimbe, al 9° Forum Mediterraneo in Sanità, ha presentato un’analisi dettagliata sul Fascicolo sanitario elettronico (Fse), evidenziando forti disparità regionali, documentazione incompleta e scarso coinvolgimento dei cittadini. Solo 4 tipologie di documenti sanitari sono disponibili ovunque, consenso dei cittadini fermo al 42% e servizi digitali integrati a macchia di leopardo. Il presidente Nino Cartabellotta invita a costruire un patto nazionale, con il coinvolgimento strategico dei medici di famiglia.

EvdUn'Italia sempre più anziana, fragile e diffidente guarda alla sanità con crescente inquietudine. Secondo il sondaggio Ocse “Risks that Matter”, gli italiani sono tra i cittadini più preoccupati d’Europa per la propria salute e per la tenuta del sistema sanitario. A pesare sono l’invecchiamento della popolazione, l’insicurezza economica e la difficoltà ad adattarsi all’innovazione. In questa cornice, la fiducia verso istituzioni, tecnologie e welfare appare fragile, al punto che solo una minoranza sarebbe disposta a pagare più tasse per migliorare il sistema.

L’aggressione subita da una psichiatra a Torino riapre il dibattito sulla sicurezza nei reparti di salute mentale. Il rifiuto delle forze dell’ordine di intervenire, denunciato da Anaao in una lettera al ministro Piantedosi, solleva interrogativi profondi: fino a che punto il personale sanitario può essere lasciato solo di fronte al rischio? E perché la protezione, in ambito psichiatrico, continua a essere percepita come una richiesta eccezionale?

È accettabile sacrificare la salute pubblica per interessi economici? È la domanda sollevata dai medici per l’ambiente di Isde Italia, insieme a numerose associazioni ambientaliste e civiche, nel denunciare il nuovo rinvio del blocco dei veicoli diesel Euro 5. Il provvedimento, inizialmente previsto per ottobre 2024 e ora posticipato al 2026, rischia di aggravare la crisi sanitaria da inquinamento atmosferico, in particolare nelle aree urbane del Nord Italia.

Tonino Aceti, Presidente di Salutequità, analizza le criticità della nuova Piattaforma nazionale delle Liste d'attesa, istituita per garantire trasparenza e monitoraggio sui tempi di accesso alle cure. “Uno strumento nato con buone intenzioni, ma nonostante gli obiettivi ambiziosi, la Piattaforma da poco resa pubblica sul sito Agenas, presenta limiti significativi, non parla ancora la lingua dei cittadini e della reale trasparenza del Ssn".