EvdNel 2023 non sono stati individuati oltre 50 mila tumori e lesioni pre-cancerose per scarsa adesione dei cittadini ai test per la prevenzione secondaria. Una persona su due non fa quelli per mammella e cervice, due su 3 quello per colon-retto. Si rilevano disuguaglianze regionali inaccettabili e il mezzogiorno risulta in grave ritardo. Questo è quanto si evince dall'analisi della Fondazione Gimbe dei dati del Report 2023 dell’Osservatorio nazionale screening (Ons).

Senza più test d’ingresso, l’ammissione ai corsi di Medicina dipenderà dal superamento di un semestre filtro. Ma questo cambiamento solleva dubbi: il rischio di sovraffollamento nei corsi di laurea triennali e la polarizzazione delle seconde scelte verso il settore privato potrebbero compromettere la programmazione sanitaria e formativa. Motivo per cui è stata avanzata la richiesta di correttivi per evitare effetti distorsivi sul sistema sanitario regionale e sulla distribuzione delle risorse formative.

"Il dibattito sulla riforma farmaceutica Ue è vicino ad un punto di svolta, mentre la governance nazionale è ancora in attesa di trovare un nuovo assetto indispensabile per trovare un baricentro accettabile con le regole europee". Questo è quanto ha sottolineato Stefano Collatina, presidente di Egualia, in uno dei passaggi del suo intervento al convegno su “La nuova legislazione farmaceutica Ue e la governance italiana: impatti e prospettive” promosso dal sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato.

EvdNell’ultima Relazione semestrale sullo stato di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza la Corte ha evidenziato che la Missione 6 è tra le più in difficoltà del Piano. Se da un lato il target relativo alla costruzione delle 480 Centrali Operative Territoriali (Cot) è stato completato, dall’altro emergono criticità strutturali che rallentano l’attuazione finanziaria e che rendono necessario accelerare la spesa di oltre sette volte rispetto ai ritmi attuali per rispettare le scadenze europee.

Il recente protocollo siglato con i Nas dalla Regione ha sollevato un acceso dibattito tra i professionisti del settore sanitario. Per Roberto Carlo Rossi, presidente dell'Omceo di Milano, demandare il controllo delle agende ospedaliere ai carabinieri non risolve i problemi strutturali del sistema sanitario lombardo, ma piuttosto recrimina la responsabilità su coloro che si prendono cura dei pazienti. La Cgil ha fortemente contestato l'accordo, definendolo un auto-commissariamento e un chiaro fallimento delle politiche sanitarie regionali. Medicina Democratica ha insistito sulla necessità di far sentire le voci dei cittadini per affrontare efficacemente la questione.