EvdAl di là del rispetto delle scadenze formali, a poco più di un anno dalla rendicontazione finale, le Case di Comunità pienamente operative sono solo il 2,7%, nessuno degli Ospedali di comunità ha tutti i servizi attivi e l'attuazione del Fascicolo sanitario elettronico procede a rilento con marcate diseguaglianze regionali. Questo quanto si evince dal recente monitoraggio dell'Osservatorio della Fondazione Gimbe sull'adempimento della Missione Salute al 31 marzo 2025.

EvdIn occasione del Primo maggio 2025, il mondo del lavoro, e in particolare quello della sanità, si è riunito per riflettere sulle criticità che ancora oggi affliggono i lavoratori, con un focus speciale sul personale sanitario. Tra manifestazioni, dichiarazioni e iniziative, emerge un quadro di un settore che, nonostante il suo ruolo fondamentale, continua a lottare per ottenere le garanzie e il riconoscimento che merita. A tale proposito il personale del comparto ha tenuto a sottolineare che proteggere e valorizzare chi lavora nella sanità, significa difendere il diritto alla salute di tutti.

In seguito ad alcune notizie apparse sulla stampa secondo le quali l’Amministrazione regionale non avrebbe speso i fondi statali messi a disposizione per il recupero delle liste d’attesa, in una nota la Direzione generale welfare di Regione Lombardia informa di aver utilizzato i 260 milioni relativi agli anni 2022, 2023 e 2024, a fronte di risorse statali pari a 229.236.358 milioni.

Il Tar Sicilia ha recentemente accolto il ricorso presentato da Uap (l'Unione delle maggiori sigle nazionali e regionali degli Ambulatori e Poliambulatori privati autorizzati e privati convenzionati) e Anmed (Associazione nazionale medici) in merito alle prestazioni sanitarie offerte dalle farmacie, ribadendo che tali presidi non hanno la facoltà di trasformarsi in veri e propri ambulatori o di svolgere esami diagnostici che siano assimilabili a quelli erogati da laboratori e strutture sanitarie accreditate.

La Fnomceo esprime il proprio rammarico per il ritiro dal Ddl Prestazioni sanitarie dell’emendamento Calandrini-Zullo, che avrebbe aperto a tutti i medici, compresi i medici di medicina generale, la prescrizione dei farmaci sottoposti a piano terapeutico, dopo 12 mesi dalla prima prescrizione. Tale apertura avrebbe garantito terapie tempestive, riducendo il rischio di interruzioni nelle cure e migliorando così gli esiti clinici.