"La politica ci aiuti a semplificare il nostro lavoro nell'interesse dei cittadini. Carenza del personale e leggi non più attuali gravano sull'attività quotidiana dei farmacisti". A chiedere ciò il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (Fofi), Andrea Mandelli, audito in Commissione Affari sociali della Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva in materia di riordino delle professioni sanitarie.

Dopo anni di attesa e di rimpalli fra Stato e Regioni, si è arrivati ad un accordo importante per l'entrata in vigore del Decreto e di conseguenza dei livelli essenziali di assistenza emanati dal 2017. "Un passo che abbiamo a lungo sollecitato - ha dichiarato Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva - con azioni di ogni tipo, da ultimo l'esposto inviato recentemente alle Procure regionali della Corte dei Conti".

Di recente è stato firmato un protocollo tra Fiaso e Egualia per promuovere l’uso corretto dei farmaci e informare sul ruolo di quelli equivalenti con la finalità anche di ridurre la spesa privata a carico dei cittadini. Nel mirino l'integrazione ospedale/territorio e la riconciliazione della terapia farmacologica, per garantire appropriatezza, aderenza e monitoraggio dell’utilizzo dei medicinali.

Il Comitato La Lombardia SiCura, dopo aver illustrato alla Commissione Sanità del Consiglio Regionale la petizione sulla sanità, lanciata il 1° marzo scorso, sottoscritta da 90.000 persone e protocollata in Regione il 21 giugno scorso, auspica che la disponibilità dimostrata durante l’audizione si concretizzi in una risoluzione per potenziare la sanità pubblica lombarda.

A lanciare un nuovo allarme l'Accademia dei direttori Simeu, riunita a Roma, in cui sono stati presentati i risultati della rilevazione condotta dalla Società scientifica nei Ps nei giorni 3, 4 e 5 novembre 2024. Le criticità evidenziate: carenza di personale, di posti letto, accessi impropri e aggressioni. Quest'ultimi due problemi però sono considerati dai professionisti importanti, ma non quanto la necessità di rinforzare gli organici con lo scopo di garantire una migliore qualità di cura ed assistenza e di diminuire il carico di lavoro sui singoli operatori.