Dall’audizione della Fondazione Gimbe presso le Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato è emerso che, rispetto alle misure previste per il comparto, mancano 19 miliardi da qui al 2030. Nel 2027 il finanziamento pubblico scenderà al minimo storico: 5,9% del Pil. Inoltre l’incremento annuo del fondo sanitario rimarrebbe ben al di sotto del 2,6% raccomandato dall’Ocse. "Senza un adeguato potenziamento del Ssn - ha dichiarato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - con adeguate risorse e coraggiose riforme di sistema, non resterà che assistere impotenti al suo declino".
Il tema è stato al centro dell'VIII Congresso di Fondazione Onda Ets. Da tale contesto è stato lanciato l'appello per promuovere un approccio di genere nella progettazione e applicazione dell’Ia a garanzia di equità e pari opportunità nella salute lanciato da Fondazione Onda Ets, in collaborazione con il Centro di riferimento per la Medicina di genere dell’Istituto Superiore di Sanità, il Centro Studi Nazionale su Salute e Medicina di Genere, il Gruppo Italiano Salute e Genere e la Società Italiana per la Salute Digitale e la Telemedicina.
Nel 2024 la percentuale di cittadini insoddisfatta dal Ssn è cresciuta dal 46 al 60%; parallelamente, le persone soddisfatte delle cure ricevute nel pubblico sono diminuite in un anno dal 56% al 47%. Questo quanto si evince da una nuova survey dell'Osservatorio Sanità di Unisalute effettuata insieme a Nomisma, su 1.346 cittadini tra 18 e 70 anni, stratificati per sesso e area geografica.
Il presidente di Federsanità, Fabrizio D’Alba, durante la recente audizione al Senato, inerente ai lavori sul Disegno di Legge n. 1241 “Misure di garanzia per l’erogazione delle prestazioni sanitarie e altre disposizioni in materia sanitaria", ha sostenuto che l'avvio di azioni finalizzate al miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva, parallelamente alle iniziative per la riduzione dei tempi delle liste d’attesa, dovrebbero essere strutturate immediatamente per non esporre il Ssn a un rischio di crescita della domanda non collegata ai reali bisogni sanitari dei cittadini.
"Il Comitato dovrà essere costituito dai più importanti esperti, in prevalenza clinici". La richiesta viene da Forum delle 75 Società scientifiche dei clinici ospedalieri e universitari italiani che reputa insufficienti le risorse stanziate per il 2025 dalla legge di Bilancio: "Per porre le basi e iniziare un processo di rafforzamento del Ssn con la gradualità purtroppo necessaria fino al raggiungimento degli standard degli altri Paesi europei, servono almeno 10 miliardi da investire immediatamente. Altrimenti sono a rischio le cure e l’assistenza dei cittadini.