La richiesta viene da Tonino Aceti, presidente dell'associazione Salutequità. Il Decreto 'Misure urgenti per la riduzione dei tempi delle liste di attesa delle prestazioni sanitarie' è in vigore da agosto di quest'anno, nel frattempo l'iter parlamentare per l'approvazione del Disegno di legge collegato inizierà a breve. Ma, ad oggi, il Dl resta inapplicato: "Mancano all'appello i decreti attuativi - denuncia Aceti - ed altri atti previsti per la piena operatività della norma. Ritardi che per il presidente di Salutequità sono inspiegabili "visti i requisiti di necessità ed urgenza alla base del primo decreto legge adottato dal governo sul tema".
Un italiano su due esprime preoccupazione per la prossima stagione influenzale, temendo che i virus possano essere particolarmente aggressivi e contagiosi, come accaduto lo scorso anno. Mentre il Covid sembra aver perso centralità nelle preoccupazioni quotidiane, anche se è cresciuta la consapevolezza che il virus non è scomparso e che potrebbe tornare con nuove varianti. È quanto emerge dai dati della ricerca condotta da Human Highway per Assosalute, presentata di recente in occasione dell’evento stampa “Tra vecchie e nuove ‘influenze’: come il Covid-19 influenzerà ancora la diffusione e la gestione dei virus stagionali”.
Secondo il nuovo Rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e dell’Itu (Unione internazionale delle telecomunicazioni), i progressi nella sanità digitale potrebbero aiutare a salvare, nei prossimi dieci anni, oltre 2 milioni di vite da malattie non trasmissibili. "Il futuro della sanità è digitale. Ma per trasformare questa visione in realtà - ha dichiarato il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus - abbiamo bisogno sia di risorse sia di collaborazione. Nessuna singola Organizzazione può farcela da sola".
Oltre la metà degli italiani non si ritiene soddisfatto del Sistema sanitario nazionale: un’insoddisfazione legata principalmente alla difficoltà di accesso alle visite mediche, ma che non mette in discussione la fiducia nei confronti degli operatori sanitari. Questi, in estrema sintesi, alcuni degli insight emersi dalla decima edizione dello STADA Health Report, un’ampia indagine online condotta su un campione di 46.000 cittadini in 23 Paesi, tra cui l’talia.
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto per arginare il fenomeno attraverso la modifica di alcuni articoli del codice di procedura penale: arresto obbligatorio in flagranza anche per gli atti di violenza che causano lesioni personali ai professionisti sanitari; arresto obbligatorio in flagranza, anche “differito”, ossia nelle quarantotto ore successive alla condotta delittuosa inequivocabilmente provata da documentazione videofotografica. Inasprimento della pena per chi danneggia beni all’interno o all’esterno di una struttura sanitaria.