EvdAnaao Assomed lancia un appello al governo: "Alla legge di bilancio chiediamo maggiori risorse per adeguare gli stipendi dei professionisti a quelli degli altri paesi europei nonché la defiscalizzazione dell’indennità di specificità. Ma per migliorare le condizioni di lavoro nel loro complesso secondo il sindacato serve ben altro: “depenalizzare l’atto medico, una nuova organizzazione dei servizi; strumenti per tutelare gli operatori sanitari dalle aggressioni; riforma della formazione medica; cancellazione dell’autonomia differenziata in sanità”.

La Regione, per ridurre i tempi di attesa delle prestazioni sanitarie, ha messo a disposizione 60,95 milioni di euro. Di questi, 40,95 sono destinati agli erogatori pubblici e 20 milioni di euro agli erogatori privati accreditati. Per quanto riguarda le strutture pubbliche, sono in tutto 3.764.800 tra prime visite ed esami diagnostici le prestazioni già individuate che sui territori, Asst e Irccs, dovranno rendere disponibili per i pazienti. Le strutture private accreditate dovranno garantire entro dicembre 2024 in totale 4.328.000 prestazioni tra prime visite, Tc/Rm e altri esami diagnostici.

Per Roberto Bernabei, presidente di Italia Longeva è necessaria un’accelerazione dell’offerta dei servizi di Adi e Rsa per affrontare le sfide assistenziali di cronicità e demenze e ridurre i ricoveri inappropriati. L'Indagine 2024 di Italia Longeva, infatti, disegna un quadro preoccupante della gestione sul territorio dell'invecchiamento della popolazione: nei prossimi 20 anni, si stima saranno all’incirca 6 milioni gli over-65 soli e a rischio di isolamento. Oggi il 64% delle persone con demenza, tra le prime cause di perdita di autonomia negli anziani, non viene preso in carico in una struttura sociosanitaria, con un onere fortissimo per milioni di famiglie.

La telemedicina e la realizzazione del 30% delle CdC e di più del 20% degli OdC, permetteranno di rafforzare anche nei territori interni la capacità di risposta del Ssn. A pensarla così il Ministro della Salute Orazio Schillaci secondo quanto dichiarato nel convegno dedicato a tale tematica, organizzato su iniziativa del sen. Guido Quintino Liris, Presidente dell’Intergruppo parlamentare sulla prevenzione e le emergenze sanitarie nelle aree interne presso la Sala Zuccari del Senato della Repubblica.

EvdI dati del Ministero della Salute sull’esigibilità dei Lea, oltre a segnare un peggioramento complessivo rispetto al 2021, nel 2022 confermano il gap tra Nord e Sud del Paese: solo 13 Regioni rispettano gli standard essenziali di cura. Al Sud le uniche regioni 'promosse' sono Puglia e Basilicata. "La frattura strutturale tra Nord e Sud non solo non accenna a ridursi, ma addirittura si amplia - ha commentato Nino Cartabellotta - presidente della Fondazione Gimbe - senza definire, finanziare e garantire i Lep anche in sanità, con la legge Calderoli, la maggiore autonomia in questo comparto legittimerà normativamente questa frattura, compromettendo l’uguaglianza dei cittadini di fronte al diritto costituzionale alla tutela della salute".