Questo il monito di Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, a commento dell'ennesimo monitoraggio della Fondazione sullo status di avanzamento dei lavori e sulla rimodulazione della Missione 6. Sebbene nel 1°trimestre 2024 siano state rispettate tutte le scadenze europee, Cartabellotta avverte che quelle future saranno condizionate in primis dalle criticità di attuazione della riforma dell’assistenza territoriale nei 21 servizi sanitari regionali: ruolo dei Mmg, grave carenza infermieri, differenze regionali "che inevitabilmente, rischiano di essere amplificate dall’autonomia differenziata".
Strategia anti-scarsità, partenariato per la competitività manifatturiera, meccanismo solidaristico per una riserva europea di farmaci critici ed essenziali. Si riassume in questi tre titoli il senso della proposta che Medicines for Europe ha fatto approdare a Bruxelles in occasione della riunione informale dei ministri della Salute dell’Unione europea.
Nel 2023 sono stati più di 18 milioni gli accessi al Pronto soccorso, di cui il 68% è stato caratterizzato da codici triage bianchi e verdi. Questi alcuni dei principali dati presentati dall'Agenas in occasione dell'evento 'Accessi in Pronto Soccorso e Implementazione Dm 77/2022 per una migliore presa in carico dei pazienti'.
L'Anaao Assomed mostra grandi perplessità sul provvedimento e accusa la Regione Lombardia di voler “commercializzare le cure”, indicando nell'ordinanza tempi standard per esecuzioni di esami, visite, ecc. Una sorta di cronometro che non serve a risolvere i reali e devastanti problemi denunciati da anni da chi lavora nella sanità e che sono la causa principale del fenomeno che si vorrebbe contrastare. Anche per il presidente dell'Ordine dei medici di Milano, Roberto Carlo Rossi, i tempari sono inacettabili.
Secondo un'indagine di Altroconsumo su oltre 1.100 cittadini intervistati, 950 hanno avuto difficoltà nel prenotare una visita o un esame nel corso dell’ultimo anno. Molti si vedono costretti a rivolgersi ai privati con costi elevati oppure a rinunciare alle cure. Un quadro sconfortante e fortemente critico, che non sembra registrare segnali di miglioramento. Le conseguenze negative non sono solo per il portafogli degli italiani, ma anche per la loro salute, perché in troppi rinunciano a curarsi o devono affrontare lunghe attese.