EvdNel 2022 la spesa sanitaria pubblica italiana, circa 131 miliardi, risulta ridotta rispetto ai 423 della Germania e ai 271 della Francia. A parità di potere d’acquisto, la spesa italiana pro capite risulta meno della metà di quella della Germania e la spesa privata sostenuta dalle famiglie italiane è del 21,4%, in Francia è meno della metà. Questi sono alcuni dei dati emersi dall'ultima Relazione al Parlamento della Corte dei Conti sulla gestione dei servizi sanitari regionali.

Il segretario nazionale di Anaao-Assomed Pierino Di Silverio lancia un appello a Governo e Parlamento e lo fa commentando  la memoria sul decreto Pnrr della Corte dei Conti: "Che l'attribuzione dei fondi del Pnrr vada a rilento è un dato oggettivo, che la Corte dei Conti entri nel merito politico da ente tecnico è inevitabile. A noi professionisti però non interessano capri espiatori, ma solo le soluzioni ai problemi senza le quali proseguiremo diritti verso la fine delle cure pubbliche, passando da ospedali pubblici sicuri a ospedali privati".

Per Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva, se il Decreto Semplificazioni facilità l'accesso ai servizi sanitari da parte dei cittadini, la nuova proproga al 1° gennaio 2025 del Decreto Tariffe e con esso dei Lea del 2017 è di segno diametralmente opposto, poiché di fatto dilata ulteriormente i tempi in cui gli italiani potranno usufruire di terapie innovative contemplate nei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza.

EvdL'Autonomia differenziata in sanità significa sottrarre al diritto alla tutela della salute una dimensione nazionale, mettere in crisi il Servizio Sanitario Nazionale e anche un’idea unitaria di Paese, di Repubblica e di Stato. Questa la posizione condivisa da Anaao Assomed e Cimo-Fesmed, presentata nel corso dell’audizione che si è svolta di recente presso la Commissione Affari Costituzionali della Camera. Inoltre non ci sarebbero evidenze che confermino un aumento del grado di efficienza dei servizi erogati a fronte di ulteriori gradi di autonomia nelle disponibilità e nella gestione delle risorse, soprattutto non ci sono quelle condizioni economiche che consentano a tutte le Regioni di partire dallo stesso nastro di partenza.