EvdUn divario di cura preoccupante che si traduce in minori aspettative di vita e più alti tassi di mortalità per le patologie più gravi nelle regioni del Mezzogiorno. Questa è la fotografia delle condizioni territoriali del Ssn al quale si rivolgono i cittadini per le cure che emerge dal Report SVIMEZ: “Un Paese, due cure. I divari Nord-Sud nel diritto alla salute”, presentato a Roma in collaborazione con Save the Children. In questo quadro la riforma dell'autonomia differenziata per  Cittadinanzattiva senza la definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni, dà come unica certezza "quella di amplificare questa frammentazione e di consegnarci un Paese ulteriormente diviso nella garanzia del diritto alla salute".

"Se si intervenisse sulle direttrici che abbiamo già individuate: dati, diversità dei criteri di implementazione, azioni concrete e appropriate, i tempi di attesa sarebbero molto ridimensionati", ha sottolineato all'Adnkronos Salute Maria Pia Randazzo, responsabile dell'ufficio Statistica e flussi informativi sanitari dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas).

Le 60 organizzazioni della società civile unite nel Patto per un 'Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza' chiedono al Presidente del Consiglio, attraverso una missiva, un ulteriore confronto sul decreto attuativo della riforma, approvato in via preliminare nei giorni scorsi. Per le associazioni il decreto non sviluppa adeguatamente il progetto che invece la legge prevede, non è in linea con le previsioni più innovative della legge-delega.

È quanto afferma il segretario nazionale Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn Andrea Filippi in riferimento ai dati impietosi dell’Istat sull’età media dei medici nei servizi sanitari. Per Filippi  è necessario uniformare l’organizzazione dei servizi a partire dall’assistenza territoriale, la formazione ed i rapporti di lavoro, nell’ambito di un piano assunzionale straordinario che permetta di dare nuove risorse ai medici "che stanno faticosamente garantendo la salute dei cittadini".

Evd"Le coperture raggiunte in Italia per tutte le fasce di età over 60 anni – ha dichiarato il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta – documentano un sostanziale fallimento della campagna nazionale di vaccinazione anti-Covid. In Europa peggio di noi solo Grecia e Paesi dell’Est". Alla base del fallimento: sfiducia nei vaccini, criticità organizzative, limitata promozione istituzionale.