"Morire per il lavoro e sul lavoro è inaccettabile" precisa in una nota l'intersindacale della Dirigenza medica e sanitaria che chiede norme efficaci sulla sicurezza all’interno di strutture sanitarie e un rilancio del Ssn. "Noi continueremo a difendere un servizio sanitario pubblico, nazionale e universalistico - precisa - promuovendo con i cittadini, le associazioni di pazienti, le rappresentanze professionali una mobilitazione generale, sottolineando con forza che siamo dalla parte della sanità pubblica".
L'allarme è stato lanciato da Giuseppe Milanese, presidente di Confcooperative Sanità, durante il webinar: "Le nuove competenze per lavorare nel Terzo Settore e delle Imprese Sociali", organizzato dal Consorzio Universitario Humanitas. Milanese ha poi sottolineato: "Il Terzo Settore deve lasciarsi alle spalle il ruolo di 'manovalanza' del sistema pubblico, assumendosi la responsabilità di proporre soluzioni".
Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha firmato l’ordinanza che limita l’obbligatorietà delle mascherine negli ospedali ai reparti a maggior intensità di cura e con i pazienti più fragili, oltre alle Rsa. Per gli altri reparti ospedalieri la decisione resta alla discrezione delle Direzioni Sanitarie. Lo stesso vale per gli studi dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. Fimmg al riguardo ha annunciato di essere già al lavoro per elaborare criteri operativi omogenei da adottare in tutti gli studi dei Mmg così da non creare conflittualità tra i pazienti.
Il TAR ha ritenuto fondati i motivi di ricorso di Medicina Democratica e ha confermato il diritto al pieno accesso agli atti nei confronti di un soggetto accreditato che svolge un pubblico servizio. Motivo per cui Multimedica dovrà consentire l’accesso pubblico al Modello organizzativo previsto dal Dlgs 231/2001 aggiornato, che aveva negato, per poter fare chiarezza sul meccanismo, denunciato da una dipendente, secondo cui gli operatori del call center venivano premiati se gli utenti accettavano di effettuare esami e visite in regime privatistico, anziché nel servizio sanitario pubblico.
In occasione del Digital Health Forum, svoltosi a Roma, il segretario generale della Fimmg ha evidenziato la necessità che tale processo, per essere efficace, non può che essere condiviso con i professionisti del settore, “impegnati a garantire il rispetto dei Lea e un’assistenza di prossimità che sia sempre più capillare ed efficiente". Purtroppo ad oggi - precisa - in alcune Regioni tale processo viene considerato solo dal punto di vista tecnico, con un automatismo che svilisce la professionalità dei medici".