A Roma è stato presentato di recente il progetto di rilancio del consorzio CAP, nato nel 2013 per permettere la realizzazione di un sistema territoriale capace di coniugare la presenza capillare della farmacia con la forza della cooperazione sociale e sanitaria. Per Giuseppe Milanese, presidente di Confcooperative Sanità, c'è la necessità di costruire un sistema capace di dare le risposte sul territorio "ai 14 milioni di pazienti che oggi combattono con le cronicità".
Questo è quanto è stato sottolineato durante l'incontro ‘Lean e Digital Health’, organizzato a Roma da Fondazione Italia Digitale e Lean Healthcare Award. Evento in cui sono stati presentati anche i dati della ricerca: ‘I cittadini e il rapporto con la sanità digitale’ da cui è emerso che il 58% degli italiani ritiene che il Pnnr debba investire maggiormente nell’ambito della salute e che il 46% è propenso alle visite da remoto, con un picco del 55% tra gli uomini.
Con questa finalità si sono svolte, in tutte le regioni d’Italia, decine di manifestazioni, assemblee, sit-in promossi dall’Intersindacale della Dirigenza medica, veterinaria e sanitaria, insieme con Associazioni di pazienti e di cittadini. Una catena territoriale intorno ad un obiettivo comune: la difesa del diritto alla salute e del Servizio Sanitario Nazionale pubblico e universale.
Dieci punti di riflessione, da coniugare in azione, per sburocratizzare e velocizzare l’erogazione delle cure e l’accesso ai servizi sanitari. Con questa finalità è stato elaborato il "Manifesto dei piani terapeutici e dei registri", nato dal confronto e dalle istanze emerse dal recente incontro, organizzato dall’Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori - Sviluppo e Tutela dei diritti, “Registri e piani terapeutici: prescrizioni di Medicina Burocratizzata. Governance o limite per l’accesso alle cure per i cittadini? Parola d’ordine oggi: semplificazione”.
La critica viene dalla Commissione Emergenza-Urgenza Anaao Assomed dopo un'analisi del decreto. Per la Commissione la legge 56/2023 non contiene alcuna norma che possa risollevare le sorti di un luogo di cura in grande crisi. "Anzi - precisa la Commissione - siamo costretti a denunciare che la toppa risulta peggio del buco. Il colpo di mannaia inferto al Pronto Soccorso è rappresentato dalla 'sanatoria' sulla partecipazione ai concorsi pubblici per l’Emergenza-Urgenza di medici privi di alcuna specializzazione”.