A pensarla così è la Federazione di aziende sanitarie e ospedaliere pubbliche (Fiaso) che intende offrire un contributo al processo di cambiamento necessario a continuare a garantire un’Italia in salute. Per questo Fiaso si è data appuntamento al Palazzo dei Congressi di Roma dall’8 al 10 novembre per la Convention in occasione dei 25 anni dalla Federazione, chiamando a raccolta tutti gli stakeholder per dialogare e confrontarsi con gli interlocutori istituzionali e i decisori pubblici.
Questo il grido di allarme lanciato dal CDSA nel convegno nazionale “La non autosufficienza dell’anziano è un problema di salute”, dove si sono confrontati giuristi, medici e organizzazioni sociali di difesa dei diritti degli anziani malati non autosufficienti anche sulla legge Delega n. 33. Un confronto che ha chiarito la necessità di mantenere la competenza della presa in carico di tali soggetti in ambito sanitario.
Medici, dirigenti sanitari, cittadini e pazienti tutti uniti, per chiedere la salvezza della sanità pubblica, hanno annunciato una grande manifestazione nazionale a settembre a Roma. Le ragioni di tale iniziativa sono state illustrate in un manifesto in cui si sollecita la politica ad un chiaro impegno a difesa del Ssn, perché "è in atto, da tempo, un processo di destrutturazione del Ssn pubblico che, di fatto, ha minato la sostenibilità, l’equità e l’accesso alle cure, rendendo marginale, rispetto alle politiche nazionali, un bene inalienabile come la salute degli italiani".
La Sanità digitale vale 1,8 miliardi di euro, ma non si vede ancora la spinta del Pnrr. Questo in sintesi il messaggio lanciato durante il recente convegno “Sanità Digitale: vietato fermarsi!” in cui è stata presentata una ricerca dell’Osservatorio Sanità Digitale della School of Management del Politecnico di Milano che ne delinea lo stato dell'arte. In sintesi: in Italia l’utilizzo della Telemedicina aumenta, ma manca ancora un’effettiva integrazione di questi servizi nei processi di cura e assistenza. Si ferma la diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico.
Sull'utilizzo dei farmaci equivalenti ci sono ancora troppe diffidenze da parte della popolazione. Nel 2022, per esempio, gli abruzzesi hanno speso più di 27milioni di euro come compartecipazione per le terapie con farmaci a brevetto scaduto griffati. Il dato è stato reso noto durante il convegno: "Il ruolo del farmaco equivalente Call to Action”, promosso da Motore Sanità e svoltosi di recente a Teramo.