Il Comitato prezzi e rimborsi dell'Aifa ha dato l'ok alla rimborsabilità della Prep, la Profilassi pre-Esposizione che previene l'Hiv. Il farmaco è ora inserito in fascia A, quindi rimborsabile dal Sistema Sanitario Nazionale. L'Anlaids plaude alla svolta, ma precisa che la Prep "è un percorso, che, oltre alla prescrizione del farmaco, comprende lo screening periodico delle infezioni sessualmente trasmesse, che al momento è, nella maggior parte delle regioni italiane, ancora a carico dell'utente".

A sottolineare ciò è il partenariato italiano di EIT Health che, per ridurre il gap tra evoluzione tecnologica delle DTx, normativa e pratica clinica, ha recentemente pubblicato un Position Paper in cui fotografa il panorama italiano del settore fino a ottobre 2022 e indica la strada da seguire per favorire l’uso degli strumenti di salute digitale ed in particolar modo degli stessi DTx in Italia.

EvdAumentare il Fsn sino almeno a coprire la spesa di 136 miliardi per la sanità prevista dalla Corte dei Conti durante l'audizione sul DEF in Commissione Bilancio alla Camera. A chiederlo al Governo è il Presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli secondo cui è altresì necessario eliminare i tetti di spesa per il personale e introdurre la possibilità di ricorrere a prestazioni aggiuntive da parte di medici già integrati nel Ssn "per valorizzare il loro ruolo e ridurre il ricorso ai gettonisti".

"Il numero dei medici va valutato nei singoli ambiti assistenziali, differenziando il territorio dall’ospedale". Motivo per cui "l'analisi portata avanti da Agenas, rischia di indurre il Ministro della Salute in errori di valutazione". Silvestro Scotti, segretario generale Fimmg, ha commentato così le parole del titolare del dicastero della Salute sul tema delle carenze in sanità e del numero chiuso per l’accesso alla facoltà di Medicina.

EvdA sottolinearlo è il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta che chiede un cambio di rotta per evitare il collasso del nostro sistema sanitario: “Rispetto alle previsioni di spesa sanitaria sino al 2026 - afferma - il Def 2023 certifica l’assenza di un cambio di rotta post-pandemia, ignorando il pessimo ‘stato di salute’ del Ssn, i cui princìpi fondamentali di universalità, uguaglianza ed equità sono minati da criticità che compromettono il diritto costituzionale alla tutela della salute”.