EvdA chiedere ciò è la Funzione Pubblica Cgil, che mette in fila le criticità del nostro Servizio Sanitario Nazionale e lancia un avvertimento: “Carenza di personale, carichi di lavoro ingestibili e fuga di operatori sanitari, definanziamento del Fsn, inflazione e caro energia. Il tutto mentre peggiora la qualità del servizio. Sotto questo peso la sanità pubblica in Italia sta letteralmente crollando, mentre si allarga il peso del privato e si fanno largo le esternalizzazioni”.

Il servizio sanitario regionale continua a essere il fulcro della campagna elettorale per le elezioni regionali della Lombardia. A testimoniare ciò la recente nascita del sito "Curiamo la Lombardia" a disposizione della cittadinanza non solo per denunciare le inefficienze, ma anche per indicare soluzioni e prospettive, "per dare la sveglia al futuro governo regionale, chiunque vinca le elezioni". Fautori del progetto un gruppo di lavoro composto da medici, esperti, operatori sociosanitari, attivisti ed esponenti di numerose  associazioni e realtà apartitiche, presenti nella società civile, impegnate in particolare sui temi della salute.

La Regione Veneto utilizza un algoritmo quale griglia di scelta preordinata per le tempistiche dello svolgimento delle indagini diagnostiche prescritte dai medici. Su tale questione è intervenuto lo Smi che, in attesa dei rilievi del Garante della Privacy per verificare la conformità della normativa, tiene a precisare: "la priorità espressa sulle richieste di indagini cliniche è parte dell'atto medico in sé e non può essere guidata e compressa in un algoritmo, perché esprime la valutazione del professionista, basata su criteri clinici, sulla necessità della tempistica di esecuzione di quella precisa indagine per quel paziente specifico".

Un'iniziativa, organizzata dall'OMCeO di Firenze e dalla Fondazione Stensen, ha preso spunto dalla proiezione del docufilm “C'era una volta in Italia - Giacarta sta arrivando” per una riflessione sulla crisi del Servizio Sanitario pubblico e sulle problematiche legate alla chiusura dei piccoli ospedali, tema di particolare attualità e interesse alla luce del Pnrr e dei servizi offerti alla popolazione.

EvdDal Nord al Sud mancano medici, sia di famiglia sia ospedalieri, ma anche infermieri e pediatri. In particolare, nelle zone periferiche e ultraperiferiche delle aree interne è evidente la cosiddetta desertificazione sanitaria, ossia territori in cui le persone hanno difficoltà ad accedere alle cure a causa, ad esempio, dei lunghi tempi di attesa, della scarsità di personale sanitario o delle ampie distanze dal punto di erogazione delle cure. Sono questi alcuni dati emersi dal Report presentato di recente da Cittadinanzattiva, nel corso dell’evento “Bisogni di salute nelle aree interne, tra desertificazione sanitaria e Pnrr”, svoltosi a Roma.