A sottolinearlo è il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta che, commentando i dati dell'ultimo monitoraggio della Fondazione, ha dichiarato: “Le varianti emergenti, il rilevante impatto dell’influenza sui servizi sanitari e l’aggiornamento delle modalità di gestione dei casi e dei contatti stretti richiedono un’adeguata copertura vaccinale di anziani e fragili con la quarta dose. Purtroppo la campagna vaccinale rimane sostanzialmente al palo, sia per una scarsa incisività della comunicazione istituzionale, sia per le modalità di chiamata utilizzate a livello regionale, sia per la crescente diffidenza dei cittadini nei confronti dei vaccini”.
La chiusura delle Usca il 31 dicembre e il non rinnovo del rapporto di lavoro ai 150 medici che vi prestavano servizio ha innescato un duro confronto tra i rappresentanti delle opposizioni e l'assessore alla Sanità Carlo Doria secondo cui al riguardo: “Si sta facendo bieca disinformazione". "Nel frattempo - tiene a precisare - stiamo lavorando a un nuovo modello di continuità assistenziale avanzata con punti di guardia medica attivi tutti i giorni, con medico, infermiere e personale amministrativo”.
"Le diseguaglianze regionali e la mobilità sanitaria continueranno a farla da padrone e il CAP di residenza delle persone condizionerà il diritto alla tutela della salute se non ci sarà una nuova stagione di collaborazione tra Governo e Regioni e un radicale cambio di rotta per monitorare l’erogazione dei LEA". Questo in sintesi il commento del presidente della Fondazione Gimbe al Report della Fondazione: “Livelli Essenziali di Assistenza: le diseguaglianze regionali in sanità” che ha analizzato i risultati dei monitoraggi annuali del Ministero della Salute relativi al decennio 2010-2019.
Per far fronte alla carenza di medici e garantire l’assistenza primaria ai cittadini senza medico di famiglia, la Lombardia ha deciso di realizzare in tutte le ATS gli ambulatori temporanei diffusi (CAD) con l’obiettivo di dare una risposta ai problemi che si creano quando lo studio di un Mmg resta vacante. Una soluzione su cui i Mmg pongono però delle perplessità e c'è chi, come il presidente Umi e segretario regionale Fismu Francesco Falsetti, critica l'intero impianto delle linee lombarde di programmazione 2023 per la sanità regionale di cui i CAD sono parte integrante.
Nella manovra del governo "non c'è traccia delle risorse per il Piano Nazionale Oncologico né dell'anticipo dell'indennità di PS al 1 gennaio 2023". A evidenziare ciò Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva. Si tratta di due misure annunciate come necessarie ma mai davvero inserite nelle Legge di Bilancio. Per Mandorino ciò rappresenta una "gravisssima mancanza che comporterà, e sta già comportando, effetti negativi sui cittadini e sul nostro Ssn”.