EvdDal Nord al Sud mancano medici, sia di famiglia sia ospedalieri, ma anche infermieri e pediatri. In particolare, nelle zone periferiche e ultraperiferiche delle aree interne è evidente la cosiddetta desertificazione sanitaria, ossia territori in cui le persone hanno difficoltà ad accedere alle cure a causa, ad esempio, dei lunghi tempi di attesa, della scarsità di personale sanitario o delle ampie distanze dal punto di erogazione delle cure. Sono questi alcuni dati emersi dal Report presentato di recente da Cittadinanzattiva, nel corso dell’evento “Bisogni di salute nelle aree interne, tra desertificazione sanitaria e Pnrr”, svoltosi a Roma.

EvdSecondo le analisi della Corte dei Conti, nel biennio 2020-2021, la spesa sanitaria è aumentata soprattutto in virtù degli effetti pandemici. L’Italia continua, tuttavia, a spendere meno dei partner europei, pur reggendo il confronto nell’efficienza. Le maggiori risorse impiegate nella sanità hanno interrotto il trend decennale di contenimento della spesa nel settore, con prospettive di ritorno ai livelli pre-pandemia, ma sono ancora ampi i divari tra le Regioni.

I medici di famiglia veneti sono "travolti dalla burocrazia, un Mmg su due ha più 1.800 pazienti". Questa la denuncia del segretario regionale Fimmg Maurizio Scassola che ha commentato la tragica situazione che si sta vivendo nell'Usl 3 dove il compito principale dei dipendenti Usl da mesi, è unicamente quello di fare «scouting», scovando aspiranti medici di medicina generale disposti a farsi carico di un numero sempre maggiore di pazienti simultaneamente, per tappare per tempo i buchi potenziali lasciati dalle cosiddette zone carenti e non abbandonare nessun assistito".

"Occorre operare affinché quel presidio insostituibile di unità del Paese rappresentato dal Servizio Sanitario Nazionale si rafforzi, ponendo sempre più al centro la persona e i suoi bisogni concreti, nel territorio in cui vive”. Questo è uno uno dei passaggi cruciali del discorso di fine d'anno del Presidente della Repubblica che il Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri (CIPOMO) ha deciso  di esporre all’ingresso di tutte le Unità Operative di Oncologia.

"Gli incentivi economici, per quanto importanti, non possono essere l'unica soluzione. I medici, con questi ritmi, non riescono a reggere quotidianamente il lavoro in Pronto soccorso. Non sono limoni da spremere e le energie alla lunga finiscono. Mentre i pazienti sono troppo spesso costretti a lunghe attese prima di essere visitati o ricoverati". Lo ha affermato Pietro Dattolo, presidente dell'Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Firenze e provincia.