La medicina territoriale, benché sia fortemente utilizzata dagli italiani, non li soddisfa. A evidenziare ciò l’indagine “Esperienza e percezione degli italiani sulla medicina territoriale”, realizzata da Fondazione Onda in collaborazione con l’Istituto partner Elma Research, da cui risulta che 9 italiani su 10 abbiano usufruito della medicina territoriale negli ultimi 6 mesi, ma solo un quarto di loro è soddisfatto del servizio e, inoltre, ha scarse aspettative per il futuro. Le principali cause di tale insoddisfazione sono: difficoltà di prenotazione, lunghi tempi di attesa e disponibilità oraria molto limitata. Tra i servizi offerti l’unico a cui gli italiani fanno ampio riferimento sono gli studi dei Mmg (88%).
L'esortazione è di Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva che, insieme alle circa 110 organizzazioni del proprio Coordinamento nazionale delle Associazioni dei Malati Cronici, annuncia mobilitazioni nei prossimi giorni per sollecitare questa approvazione. Mandorino ha ricordato che molte prestazioni previste nei Lea emanate nel 2017 sono erogate solo in alcuni territori, "con la conseguenza che l’accesso alle stesse è diversificato non solo fra regioni ma anche fra singole Asl".
Il presidente della Fondazione Gimbe, commentando quanto rilevato dal monitoraggio della Fondazione nella settimana 14-20 settembre 2022, ha tenuto a precisare: “I dati indicano segnali di ripresa della circolazione virale da monitorare con attenzione nelle prossime settimane. Alle porte dell’autunno è fondamentale per le categorie a rischio effettuare al più presto il secondo richiamo, visto il declino dell’efficacia vaccinale nei confronti della malattia grave dopo 120 giorni”.
Malattie cardiovascolari, cancro, diabete e malattie respiratorie croniche, nonché malattie mentali insieme rappresentano quasi i tre quarti dei decessi nel mondo, provocando 41 milioni di vittime ogni anno. A evidenziare ciò il recente rapporto dell'Oms “Numeri invisibili: la vera portata delle malattie non trasmissibili e cosa fare al riguardo”, diffuso durante l’Assemblea generale dell'Onu.
“La vera sfida adesso è implementare le file di specialisti oncologi e infermieri e favorire il dialogo con i medici di famiglia”. Questo l'appello lanciato dai clinici riuniti al convegno “ONCOnnection. Stati generali - Nord Ovest: Piemonte, Liguria, Lombardia” organizzati da Motore Sanità.