La Corte dei Conti promuove l'avanzamento infrastrutturale delle Case di Comunità, con target edilizi ampiamente rispettati. Resta però il nodo della digitalizzazione: i ritardi tecnologici e le difficoltà nella telemedicina rischiano di isolare il territorio, frenando la reale integrazione con gli ospedali. Per i Mmg, questo significa il rischio concreto di trovarsi a operare in presidi moderni ma privi di quel dialogo informatico fluido con le aziende ospedaliere, rendendo difficile la gestione integrata dei pazienti cronici e fragili.
La digitalizzazione del Ssn legata al Pnrr rischia di creare nuove barriere per le fasce più fragili. Per monitorare il processo e garantire un'innovazione equa, Salutequità in collaborazione con Ucb Pharma, ha lanciato il Dhel (Digital health equity lab), puntando a evitare un sistema sanitario a più velocità.
Il Position paper di Cittadinanzattiva fotografa un sistema ematologico efficace sul piano clinico e dell’accesso ai farmaci innovativi, ma ancora fragile su assistenza psicologica, uniformità dei percorsi e sostegno a pazienti e caregiver. Oltre l’80% dei malati sostiene spese dirette e più di un caregiver su tre ha dovuto ridurre o lasciare il lavoro.
Dal congresso regionale di Catania Fismu-Sicilia lancia un appello per rilanciare la sanità pubblica: più investimenti, tutela dei professionisti e vera integrazione territoriale. Critiche al progetto di dipendenza per i medici di medicina generale e all’assenza di programmazione su Case di Comunità, emergenza territoriale e assistenza h.24.
L’ottavo Rapporto Cergas Sda Bocconi–Essity fotografa un sistema di assistenza agli over 65 in affanno, tra oltre 4 milioni di non autosufficienti e risorse in calo. Dall’analisi di 79 modelli europei emerge però una possibile svolta: puntare su integrazione tra abitare, cura e tecnologia per un sistema più innovativo e sostenibile.