Le sorveglianze Passi e Passi d’Argento (2023–2024) mostrano una diffusione significativa delle patologie croniche nella popolazione italiana, con una prevalenza che cresce con l’età e colpisce duramente le fasce sociali vulnerabili. Emergono segnali di inversione nei gradienti geografici e persistono disuguaglianze nell’accesso alla prevenzione. Il Mmg è la figura chiave per intercettare e gestire tempestivamente questi fenomeni, anche in ottica di promozione vaccinale tra i pazienti fragili.
La proposta di legge sul suicidio medicalmente assistito, approvata come testo base al Senato, introduce vincoli procedurali stringenti e limita il coinvolgimento del Ssn. Fnomceo, Fondazione Gimbe e Cittadinanzattiva sollevano forti perplessità. Anche la Società Italiana di Neurologia (Sin) interviene per ribadire la necessità di una normativa chiara, equa e rispettosa della dignità delle persone affette da gravi patologie neurologiche. Nel frattempo per i Mmg si apre un terreno complesso tra autodeterminazione, responsabilità clinica e disuguaglianze di accesso.
Un nuovo cruscotto online per monitorare in tempo reale i tempi d’attesa delle prestazioni ambulatoriali in Italia. Integrato nel Portale della trasparenza dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, lo strumento affianca il portale informativo esistente, offrendo a cittadini e professionisti della salute dati chiave per una sanità più trasparente ed efficace.
Il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha annunciato che tutte le Case della Comunità saranno operative entro giugno 2026. Nel corso dell’audizione alla Commissione Affari Sociali della Camera, ha inoltre delineato un rilancio della Medicina generale, con l’introduzione di borse aggiuntive, incarichi anticipati, proroghe per i medici senior e una riforma del percorso formativo orientata alla specializzazione.
In occasione del Graduation Day della Facoltà di Economia dell’Università Cattolica di Roma, lo studio Altems sistema dell’emergenza-urgenza italiano tra il 2011 e il 2023 ha acceso i riflettori su una dinamica incongruente dell’emergenza ospedaliera italiana: il numero di medici specializzati in Emergenza-Urgenza per singola struttura è in aumento, ma la rete dei Ps si è ridotta e restano marcate disomogeneità regionali, con assetti organizzativi spesso rigidi, ereditati dal passato e non più adeguati alle attuali esigenze del sistema.