A quattro mesi dal decreto sulla Piattaforma nazionale di telemedicina (Pnt) la Sit segnala difficoltà operative concrete che potrebbero frenare la sanità digitale proprio dove sarebbe più necessaria: le nuove regole digitali rischiano di lasciare senza cure anziani e persone con poca dimestichezza tecnologica. In un’Italia sempre più vecchia, servono modalità d'accesso più semplici e un periodo di transizione per permettere un passaggio graduale alle nuove regole per dare tempo ai pazienti e alle strutture di adeguarsi.

L'impatto delle guerre sulla salute pubblica va ben oltre le ferite da fuoco. Un recente studio pubblicato da The Lancet, a cui ha fatto eco l'allarme della Fnomceo, hanno messo in luce una realtà drammatica: ogni incremento della spesa militare sottrae risorse vitali alla tutela della salute, trasformando i sistemi sanitari nelle prime vittime invisibili dei conflitti.

Lo scorso 20 aprile ha segnato una tappa significativa per la sanità italiana: l’Irccs Istituto Clinico Humanitas ha celebrato i suoi primi 30 anni di attività. L’evento, svoltosi a Rozzano (Mi), non è stato solo un momento di celebrazione dei traguardi raggiunti, ma ha coinciso con un passo decisivo verso il futuro della medicina: l’inaugurazione del Proton building, un centro di eccellenza dedicato alle cure oncologiche di frontiera.

Nel rapporto dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) “The Health and Economic Benefits of Tackling Non-Communicable Diseases”, c'è un dato allarmante: entro il 2050 la multimorbidità crescerà del 75%, mettendo a rischio la sostenibilità dei servizi sanitari. Di fronte a un aumento vertiginoso delle malattie non trasmissibili e alla complessità gestionale e clinica dei pazienti con polipatologie, lo studio delinea una strategia d’urto basata su prevenzione primaria, screening e potenziamento della Primary care. In questo contesto, i medici di medicina generale restano il presidio chiave per la gestione della cronicità e la tenuta del sistema.

Novartis ha lanciato nei giorni scorsi a Milano la campagna nazionale “Facciamo squadra: giochiamo d’anticipo contro il rischio di recidiva del tumore al seno”, un'iniziativa che mira a trasformare radicalmente la gestione del post-intervento per le pazienti. Sostenuta dalle principali associazioni di settore — ANDOS, Europa Donna Italia, Fondazione IncontraDonna e Salute Donna ODV — la campagna promuove un modello di cura basato sull'impegno condiviso tra medici, istituzioni, industria e pazienti.