Questi i rischi che si evincono dal Report sul Ddl Calderoli, pubblicato dalla Fondazione Gimbe, che ha analizzato il potenziale impatto sul Ssn delle maggiori autonomie richieste dalle Regioni in materia di 'tutela della salute': le Regioni del Centro-Sud saranno sempre più dipendenti da quelle del Nord, che a loro volta rischiano paradossalmente di peggiorare la qualità dell’assistenza sanitaria per i propri residenti. Per Gimbe la soluzione per ovviare a tutto ciò è espungere la tutela della salute dalle materie su cui le Regioni possono richiedere maggiori autonomie.
La Società Italiana di Farmacologia (Sif) e la FNOMCeO esprimono il proprio consenso al Piano varato dal governo. Sif sottolinea però la necessità di un confronto costante con tutti i soggetti deputati allo studio delle sostanze e alla ricerca nel campo della farmacologia di base, applicata e clinica. La FNOMCeO ribadisce il proprio impegno a dare indicazioni ben precise ai propri iscritti, ai medici, "per un uso assolutamente appropriato di questa sostanza che è un presidio fondamentale per la cura del dolore".
Agli Stati Generali sul Diabete, evento svoltosi di recente a Roma, si sono riunite Società scientifiche, associazioni di pazienti, aziende, rappresentanti della società civile e delle Istituzioni per stilare un documento programmatico da consegnare al Ministro della Salute volto a migliorare in Italia la prevenzione, la diagnosi precoce, il monitoraggio, la cura e l'organizzazione dell’assistenza alle persone con diabete. Sette gli obiettivi individuati.
Valorizzazione del ruolo dello specialista, aumento della diagnosi precoce e riorganizzazione sul territorio per dare risposta alle necessità dei 5,4 milioni di italiani che soffrono di tali patologie. Sono questi i temi principali del Disegno di Legge n. 946 in materia di “Riorganizzazione e potenziamento dei servizi sanitari in ambito reumatologico”, presentato in Senato su proposta della senatrice Maria Cristina Cantù, vicepresidente della Commissione Sanità.
A pensarla così è Pina Onotri, segretario generale Smi, che fa proprio il grido d'allarme lanciato dalla Commissione Salute delle Regioni ed esterna la propria preoccupazione per il dirottamento da parte del governo di una parte cospicua del fondo del Piano Nazionale Complementare. Una decisione che, per Smi, potrebbe penalizzare in modo particolare le Regioni del Centro-Sud.