A sottolineare ciò è il presidente della Fondazione Gimbe che tiene a precisare: "Dalla nostra analisi del testo della Manovra in merito ai finanziamenti previsti per la sanità, non emerge alcun potenziamento strutturale del Ssn, ma solo il tentativo di risolvere, peraltro in maniera insufficiente e inadeguata, le criticità contingenti". Dei 3 miliardi in più previsti per il 2024, 2,4 miliardi serviranno per il rinnovo dei contratti del personale sanitario e i restanti 600 milioni sono insufficienti a finanziare tutte le altre misure.
"Con l'entrata in vigore da gennaio del nuovo nomenclatore tariffario della specialistica ambulatoriale - precisa la Società Italiana di Genetica Umana - si rischia di aumentare le disparità tra regioni, alcune delle quali porranno diverse indagini genetiche a carico dei pazienti e delle famiglie. Nel nuovo tariffario nazionale non sono state inserite molte prestazioni relative alla genetica, oggi essenziali per fornire una risposta diagnostica tempestiva e certa ai pazienti con patologie rare senza diagnosi".
Il 69% degli italiani è preoccupato per l’accessibilità alle cure e di dover ricorrere sempre più spesso alla sanità privata. Per migliorare ed eliminare le disuguaglianze, il 60% dei parlamentari propone la centralizzazione a livello statale. Istituzioni e cittadini concordano sul fatto che i fondi per il Ssn non sono gestiti al meglio. E sul digitale l'Italia è spaccata: per il 43% è più probabile che aumenti le disuguaglianze. Questi in sintesi sono alcuni dei i risultati del sondaggio, elaborato da Youtrend/Quorum per il progetto NET-HEALTH, Sanità in rete 2030, il policy enabler ideato nel 2021 da LS Cube.
"Assumere subito 30 mila medici e infermieri, eliminare il tetto di spesa per il personale e introdurre una flat tax al 15% per le prestazioni extra del personale sanitario". Queste sono alcune delle proposte lanciate al Governo dal presidente della Fiaso Giovanni Migliore durante la Convention “Cambiamo rotta per il futuro della sanità pubblica”, svoltasi a Roma.
È quanto emerge dall’indagine Fiaso svolta sull’applicazione dei progetti del Pnrr che ha coinvolto 74 Aziende sanitarie. Complessivamente però i progetti del Pnrr, legati in particolar modo allo sviluppo della sanità territoriale, risultano essere ancora in una fase embrionale in oltre un terzo delle Aziende indagate. C’è ancora molto da fare per il monitoraggio da remoto a supporto dell'assistenza a domicilio che risulta essere svolta solo nel 23% dei casi attenzionati.