"La manovra economica 2023 riserva solo briciole alla sanità pubblica e al suo personale, segnale della cecità del Governo di fronte al baratro in cui il Ssn sta precipitando". Questo quanto sottolineato dall'intersindacale dei medici e dirigenti sanitari in una nota stampa congiunta. Ad acuire la situazione, secondo l'intersindacale, è anche l'avanzare del progetto di autonomia differenziata che accrescerà le differenze di assistenza e cura tra le Regioni e favorirà la sanità privata.
A lanciare l'allarme è Salutequità, Associazione per la valutazione della qualità delle politiche per la salute. "Le attuali coperture relative al personale sanitario per il 2026 - dichiara Tonino Aceti, Presidente di Salutequità - ad oggi si attestano a circa 1,7-1,8 miliardi di euro, a fronte di un costo complessivo che oscilla tra circa 2,1 e 2,3 miliardi. Vanno trovate ulteriori coperture per circa 500 milioni di euro, altrimenti il debito buono relativo alle nuove strutture territoriali previste dal Pnrr si trasformerà in debito cattivo, cioè strutture vuote senza il personale necessario".
"In un Paese con un’età media di 45,9 anni ci dobbiamo occupare dei nostri anziani, dei pazienti fragili, assicurando loro continuità assistenziale sul territorio. Magari partendo dalle farmacie dei servizi e non dalle Case di Comunità”. A sottolineare ciò, durante la trasmissione Start su Sky TG24, è stato Giuseppe Milanese, presidente di Confcooperative. Secondo Milanese c'è la necessità di costruire un sistema territoriale, basato su un’assistenza domiciliare reale, con reti che riuniscano i professionisti già esistenti: Mmg, farmacie dei servizi e cooperative socio-sanitarie.
Il monito viene dall’Osservatorio Innovazione di Motore Sanità che ha promosso un incontro aperto a tutti gli attori di sistema, in cui si sono sottolineati i rischi del sottofinanziamento della sanità pubblica nella nuova legge di Bilancio. Enrico Rossi, già Presidente Regione Toscana, durante l'incontro ha precisato: “L’analisi della Corte dei Conti, che solitamente non è tenera con gli eccessi della spesa pubblica, dice apertamente che, dopo la parentesi del triennio Covid, l’attuale legge di Bilancio 2023 per i prossimi anni segna l'inizio di una fase di rientro nel rapporto tra spesa sanitaria e Pil, che ricolloca il nostro Paese al di sotto della media dei principali partner europei".
"Fra Piano della Cronicità (PNC) inattuato, Lea fermi al palo e rischio di autonomia differenziata, le disuguaglianze tra cittadini rischiano di acuirsi". Questo è quanto sottolinea, in sintesi, il XX Rapporto nazionale sulle politiche della cronicità “Fermi al Piano” di Cittadinanzattiva. Il Rapporto mostra che le persone con patologia cronica e rara ad oggi in Italia non sono ancora una vera e concreta priorità per le politiche pubbliche sociosanitarie e che bisogna rafforzare la medicina del territorio anche con l’utilizzo di tecnologie digitali per presa in carico e monitoraggio a distanza dei pazienti, ma al contempo è da rinsaldare la cultura dell’interazione e la collaborazione tra i professionisti sanitari, nel rispetto di ruoli e competenze.