Quattro medici su cinque considerano la tecnologia fondamentale per migliorare lo svolgimento dell'attività lavorativa liberando ore preziose da dedicare ai propri pazienti. A rilevare ciò una ricerca commissionata da Doctolib sul personale sanitario e il largo pubblico, dalla quale emerge anche che tra i Mmg e gli specialisti coinvolti, il 69% invia ricette, referti e diagnosi in modalità digitale a una parte consistente del proprio bacino di pazienti. Sul fronte del largo pubblico, più del 60% degli intervistati è favorevole all’utilizzo di strumenti digitali tramite i quali gestire la propria salute, le visite, le ricette e gli esami.
A questa domanda ha cercato di dare una risposta il convegno, svoltosi a Napoli, presso l’Ordine dei Medici del capoluogo campano, sulla “Responsabilità e la Formazione professionale dei medici della Campania”, organizzato dalla Federazione regionale degli Ordini dei Medici, in collaborazione con la Sezione Regionale della Società scientifica ISDE, di cui pubblichiamo un resoconto firmato da Gaetano Rivezzi, presidente regionale ISDE-Medici per l’Ambiente Campania.
Secondo un'esternazione rilasciata all'Agenzia Dire da Pierino Di Silverio, segretario nazionale Anaao Assomed, il Ministero della Salute non ha più ragione di esitere se di fatto è commissariato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. “Se la salute della nostra popolazione - ha precisato - deve essere subordinata a indirizzi che contengono sempre l’invarianza di spesa, mi chiedo di che salute stiamo parlando”.
In Europa, sono già attivi modelli di partecipazione istituzionale, ma in Italia sono ancora escluse dai tavoli decisionali. Ed è proprio nella direzione di creare una sanità partecipata, si è svolta a Roma la settima edizione del ‘Patient Advocacy Network’, un’iniziativa formativa rivolta alle Associazioni di Pazienti e organizzata dall’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari (ALTEMS) – Facoltà di Economia dell’Università Cattolica.
"Un provvedimento che taglia i diritti, non soltanto i farmaci", questa la denuncia di Anna Lisa Mandorino segretaria generale di Cittadinanzattiva in un suo articolo pubblicato sul Sole 24 Ore in cui definisce i provvedimenti regionali sulle misure di razionalizzazione della spesa farmaceutica "preoccupanti", "alcuni illegittimi" e "un cattivo esempio per le altre Regioni". Tagli lineari con cui alla popolazione si garantiscono solo i farmaci a più basso costo di terapia. Sulla stessa lunghezza d'onda Fimmg, Federfarma e il comparto delle aziende produttrici di equivalenti, biosimilari e Value Added Medicines (Egualia) che esprimono un netto disaccordo sulla delibera regionale.