Marcello Gemmato, responsabile nazionale per la sanità di Fratelli d’Italia, nelle innumerevoli dichiarazioni apparse su vari organi stampa, dopo la vittoria elettorale di FdI, boccia i modelli e gli standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Ssn, previsti dal Pnrr, in particolare le Case e gli Ospedali di Comunità e sottolinea che: “Per offrire una concreta medicina di prossimità serve puntare sulla rete dei medici di famiglia e dei farmacisti dotati di strumenti diagnostici di base”. Ma c’è un ma, forse più di uno, tra cui quello che attualmente la rete costituita dagli studi dei Mmg, a differenza di quella delle farmacie, appare sempre più frastagliata e a macchia di leopardo, vista la grave carenza sul territorio dei medici di medicina generale.
La medicina territoriale, benché sia fortemente utilizzata dagli italiani, non li soddisfa. A evidenziare ciò l’indagine “Esperienza e percezione degli italiani sulla medicina territoriale”, realizzata da Fondazione Onda in collaborazione con l’Istituto partner Elma Research, da cui risulta che 9 italiani su 10 abbiano usufruito della medicina territoriale negli ultimi 6 mesi, ma solo un quarto di loro è soddisfatto del servizio e, inoltre, ha scarse aspettative per il futuro. Le principali cause di tale insoddisfazione sono: difficoltà di prenotazione, lunghi tempi di attesa e disponibilità oraria molto limitata. Tra i servizi offerti l’unico a cui gli italiani fanno ampio riferimento sono gli studi dei Mmg (88%).
Malattie cardiovascolari, cancro, diabete e malattie respiratorie croniche, nonché malattie mentali insieme rappresentano quasi i tre quarti dei decessi nel mondo, provocando 41 milioni di vittime ogni anno. A evidenziare ciò il recente rapporto dell'Oms “Numeri invisibili: la vera portata delle malattie non trasmissibili e cosa fare al riguardo”, diffuso durante l’Assemblea generale dell'Onu.
L'esortazione è di Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva che, insieme alle circa 110 organizzazioni del proprio Coordinamento nazionale delle Associazioni dei Malati Cronici, annuncia mobilitazioni nei prossimi giorni per sollecitare questa approvazione. Mandorino ha ricordato che molte prestazioni previste nei Lea emanate nel 2017 sono erogate solo in alcuni territori, "con la conseguenza che l’accesso alle stesse è diversificato non solo fra regioni ma anche fra singole Asl".
Il presidente della Fondazione Gimbe, commentando quanto rilevato dal monitoraggio della Fondazione nella settimana 14-20 settembre 2022, ha tenuto a precisare: “I dati indicano segnali di ripresa della circolazione virale da monitorare con attenzione nelle prossime settimane. Alle porte dell’autunno è fondamentale per le categorie a rischio effettuare al più presto il secondo richiamo, visto il declino dell’efficacia vaccinale nei confronti della malattia grave dopo 120 giorni”.