Il 21 settembre si è celebrata la Giornata mondiale dell’Alzheimer, per aumentare la consapevolezza e combattere lo stigma intorno a questa e ad altre forme di demenza. Ma in Italia — denuncia Uneba — c’è poco da festeggiare. Senza una legge che chiarisca chi deve sostenere i costi dell’assistenza residenziale, le strutture rischiano di chiudere. E con loro, l’intero sistema di cura per le demenze. Ad oggi, il costo complessivo della demenza è stato stimato in 23 miliardi di euro l’anno di cui il 63% a carico delle famiglie.

EvdApprovato dal Consiglio dei Ministri il disegno di legge delega per il riordino della legislazione farmaceutica italiana. Il Testo Unico punta a semplificare le norme, rafforzare la rete territoriale e promuovere innovazione e sostenibilità. Reazioni positive da Farmindustria, Egualia, Fofi e dalla Fnomceo che sottolinea il ruolo centrale dei medici nell’accesso al farmaco e ribadisce inoltre la necessità di semplificare la prescrizione dei farmaci soggetti a piani terapeutici.

In una lettera inviata ai ministri Schillaci e Foti, le Regioni e le Province autonome chiedono al Governo di garantire la continuità degli interventi sanitari già avviati, chiarire i requisiti minimi richiesti dall’Ue e rivedere le tempistiche di attuazione. Al centro della richiesta anche il Dm 77/2022 per il quale sollecitano una sua applicazione graduale, evitando l’imposizione di standard uniformi ritenuti irrealizzabili in alcuni territori e coerente con le risorse umane realmente reperibili sul territorio e sulla disponibilità effettiva di personale sanitario.

EvdL’Annuario Statistico 2025 della Ragioneria Generale dello Stato conferma una crescita moderata della spesa sanitaria pubblica, ma evidenzia forti squilibri territoriali e una persistente marginalità della medicina del territorio. Ospedali e personale assorbono la maggior parte delle risorse, mentre prevenzione e assistenza primaria restano ai margini. I fondi del Pnrr spingono l’innovazione, ma la burocrazia e la carenza di personale frenano il cambiamento. Si palesa così il rischio di continuare a rincorrere l’emergenza, anziché costruire una medicina del futuro.

La Conferenza Stato-Regioni ha approvato il decreto, frutto della collaborazione tra Ministero della Salute, Mef e Presidenza del Consiglio, che definisce regole operative, responsabilità istituzionali e criteri di sicurezza per l’avvio di servizi sanitari a distanza su scala nazionale. L’obiettivo è garantire prestazioni omogenee, accessibili e tracciabili, valorizzando il ruolo delle infrastrutture regionali e integrando i dati nel Fascicolo sanitario elettronico, segnando così il passaggio definitivo della telemedicina da sperimentazione locale a servizio strutturale del Ssn.