La pandemia è finita ma continua a fare paura, soprattutto agli operatori sanitari che hanno in carico i pazienti immunocompromessi, maggiormente esposti ai rischi dell’infezione SARS-CoV-2. Nel corso della Summer School di Motore Sanità l’infezione da SARS-CoV-2 è un tema che ritorna spesso, perché al centro dell’attenzione ci sono la fragilità dei pazienti immuno-compromessi e l'impiego di risorse nella gestione del Covid.
L’utilizzo combinato di contraccettivi ormonali a base di estrogeni e progestinici e Fans è associato a un importante aumento del rischio di tromboembolismo venoso. A dirlo uno studio su Bmj.
Svolta nella cura del tumore al seno metastatico Her2-positivo. L’Aifa ha approvato la rimborsabilità dell’anticorpo monoclonale farmaco-coniugato trastuzumab deruxtecan in pazienti con questa forma di tumore non resecabile o metastatico, che hanno ricevuto uno o più precedenti regimi a base di anti-Her2. Nello studio registrativo Destiny-Breast03, che ha arruolato 524 pazienti, la sopravvivenza libera da progressione mediana è stata di 28,8 mesi con il nuovo farmaco rispetto a 6,8 mesi con trastuzumab emtansine (T-Dm1), che finora ha rappresentato lo standard di cura. Non solo. Trastuzumab deruxtecan ha dimostrato una riduzione del 36% del rischio di morte e il 77,4% dei pazienti era vivo a due anni rispetto al 69,9% con T-Dm1.
I dati mostrano che questi farmaci sono sicuri per i pazienti affetti da Covid e non necessitano di interruzione. Una meta-analisi di tre studi che hanno valutato l’uso degli inibitori SGLT2 per pazienti ricoverati con Covid ha mostrato che la classe di farmaci non riduceva il rischio di morte o altri esiti rispetto alle cure abituali o al placebo, ma era sicura.
Somministrare ai pazienti con malattia di Parkinson e stipsi un probiotico per 3 mesi ha migliorato non solo il loro microbioma intestinale ma anche i sintomi non motori come il sonno, l'affaticamento e il transito intestinale, come evidenziato dai risultati di un nuovo studio. I partecipanti che assumevano il probiotico hanno anche riscontrato un ridotto ritardo nel "tempo di inizio" del trattamento con levodopa, riducendo così il ritardo fino all'efficacia del trattamento, ha affermato una delle autrici dello studio Valentina Leta, del King's College London Institute of Psychiatry, Psychology and Neuroscience, di Londra.
Atezolizumab, anticorpo monoclonale anti-PD-L1, è la prima e unica immunoterapia antitumorale disponibile in Italia in adiuvante per pazienti affetti da tumore al polmone NSCLC in stadio precoce. In un contesto caratterizzato da un alto tasso di ricadute e da un bisogno clinico importante, atezolizumab ha dimostrato di ridurre il rischio di recidiva della malattia o di morte del 57% nei pazienti con NSCLC in stadio II-IIIA.
Il dispositivo medico a base di Poliprotect (complesso vegetale e minerale 100% naturale) sviluppato da Aboca, si dimostra efficace e non inferiore alla dose standard di omeprazolo (20 mg/die) nel trattamento dei sintomi del reflusso gastroesofageo non erosivo e della dispepsia funzionale dolorosa. Questi i risultati di uno studio clinico, multicentrico, randomizzato, controllato, in doppio cieco e doppio mascheramento, coordinato da Enrico Stefano Corazziari, Irccs Humanitas research hospital, condotto su 275 pazienti con endoscopia negativa e pubblicato di recente sull’American journal of gastroenterology.