Ancora accuse ai medici di medicina generale per l'intasamento dei Pronto Soccorso. Questa volta il dito puntato è del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto. Ma i sindacati della medicina generale, da Fimmg a Snami, da Smi alla Fmt e Cgil, non ci stanno e rispondono per le rime  "Leggiamo con profonda delusione le dichiarazioni del Presidente della Regione On. Occhiuto che, dopo una relazione condivisibile che richiama i mancati investimenti nei servizi territoriali, indica le cause dei disagi dei Pronto soccorsi calabresi, nelle, a suo dire, poche visite domiciliari effettuate dai medici di famiglia. La categoria, premiata da commissari indipendenti, per l’impegno avuto nel covid, sempre vicina alle esigenze dei cittadini, non merita accuse generiche e assolutamente non giustificate dai dati. In Calabria infatti, ogni giorno, i medici di medicina generale visitano mediamente 21.000 pazienti in codice bianco".  Questo, in sintesi, quanto affermano in una nota i segretari regionali: Rosalbino Cerra della Fimmg, Sinibaldo Iembolo Smi, Stillitano Mariella Snami,  Francesco Masotti Cgil e Francesco Esposito Fmt.
"Su 21.000 pazienti visitati ogni giorno dai Mmg (nella contabilità non viene considerata la continuità assistenziale) solo 360 cittadini si recano autonomamente, in PS, per codici bianchi. Il Presidente converrà  - continua la nota - che i numeri sono assolutamente risibili! E non corrispondono alla realtà che ha descritto. I motivi che portano i cittadini a rivolgersi al Pronto Soccorso per patologie non gravi sono da ricercarsi nelle interminabili liste d’attesa, per esami diagnostici che in realtà dovrebbero essere eseguiti in pochi giorni: ecografie, visite cardiologiche esami strumentali di 1 livello".
"Chi ha soldi - precisa il comunicato  - paga e si rivolge al privato, chi non può, e sono tanti, cerca disperatamente di risolvere il problema e saltare le lunghe attese rivolgendosi al Ps. Li vediamo noi, i nostri pazienti nei giorni successivi, con la delusione di non avere avuto neanche lì una risposta. Oltre 10 anni di commissariamento ci hanno ridotto in queste condizioni e non hanno migliorato la sanità calabrese. La realtà è che i nostri Pronto Soccorso, hanno carenze di organico, sia di medici sia di infermieri, carenze organizzative e strutturali, non degne di un paese civile. I nostri pazienti ci raccontano scene che preferiamo tacere. Situazioni veramente gravissime".
"Se la Sanità territoriale Calabrese non crolla - conclude la nota -  è proprio grazie al silenzioso, costante, efficace impegno dei tanti medici di medicina generale che continuano, nonostante tutto, a fare il proprio lavoro, con impegno e passione. Pertanto, le organizzazioni sindacali rigettano le accuse infondate e sperano che il Presidente riconosca i Mmg come una risorsa importante, assolutamente non corrispondente alla descrizione fatta nell’intervista".
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