Tra i pazienti anziani in fase di recupero dopo un infarto miocardico, una ridotta performance fisica a 1 mese è risultata associata a un rischio maggiore di un endpoint combinato di morte cardiovascolare o ospedalizzazione cardiovascolare non programmata nell'anno successivo; la velocità del cammino è emersa come il predittore più forte di esiti cardiovascolari avversi. È quanto emerge da un recente studio italiano.
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