Cardioritmon® Colesterolo: efficacia confermata da dati di real life

Cardioritmon® Colesterolo: efficacia confermata da dati di real life

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Informazione redazionale in collaborazione con Dompé Farmaceutici - Non conta soltanto quanto è alto il colesterolo LDL, ma per quanto tempo siamo esposti a livelli elevati. È questo uno dei cambiamenti più rilevanti nella lettura della prevenzione cardiovascolare. Le evidenze degli ultimi anni hanno infatti rafforzato il concetto di “lower for longer”: ridurre precocemente il C-LDL e mantenerlo più basso nel tempo significa diminuire il carico aterogeno cumulativo e, di conseguenza, il rischio cardiovascolare futuro.

Questa prospettiva sposta l’attenzione dalla sola prevenzione degli eventi alla possibilità di intervenire prima che il danno aterosclerotico si manifesti clinicamente. È la logica della prevenzione primordiale e particolarmente rilevante nella grande fascia di popolazione con ipercolesterolemia lieve-moderata e rischio cardiovascolare basso o moderato.

In questo contesto, i nutraceutici trovano oggi un ruolo ben definito, soprattutto quando supportati da evidenze cliniche generate nella pratica quotidiana.

È proprio quanto emerge dallo studio real life pubblicato nell’aprile di quest’anno sull’Italian Journal of Primary Care, che ha valutato l’efficacia di Cardioritmon® Colesterolo in pazienti con ipercolesterolemia lieve-moderata seguiti nell’ambito delle Cure Primarie. Lo studio ha analizzato retrospettivamente 254 pazienti. Di questi, 138 sono stati trattati con la posologia di 2 capsule al giorno dopo cena per almeno 90 giorni.

I risultati confermano l’efficacia del trattamento già osservata negli studi clinici precedenti. Dopo tre mesi di terapia, i pazienti del gruppo complessivo hanno registrato una riduzione media del colesterolo LDL del 18%, del colesterolo non-HDL del 16% e del colesterolo totale del 12,6%, senza variazioni clinicamente rilevanti degli indici di sicurezza e senza eventi avversi riportati durante il periodo di osservazione.

Il dato più interessante emerge però dall’analisi del sottogruppo di pazienti che ha mantenuto una corretta aderenza terapeutica, risultata pari a circa il 90%, rispetto al 58% del gruppo complessivo. In questi soggetti la riduzione del colesterolo LDL raggiunge il 26,7%, mentre il colesterolo non HDL diminuisce del 21,3% e il colesterolo totale del 16,4%, mantenendo significatività statistica e lo stesso favorevole profilo di sicurezza osservato nell’intera popolazione.

Questi risultati ribadiscono un concetto ormai consolidato nella prevenzione cardiovascolare: non è sufficiente prescrivere una terapia efficace, ma è indispensabile che il paziente la segua con continuità. L’aderenza rappresenta infatti un fattore determinante del beneficio clinico.

A conferma di questa evidenza, un importante studio condotto nella popolazione di veterani statunitensi, ha valutato l’associazione tra aderenza alla terapia con statine e riduzione dei parametri lipidici. Nello studio, che ha coinvolto oltre 5.300 nuovi utilizzatori di statine, i pazienti aderenti (Medication Possession Ratio ≥0,80) hanno ottenuto una riduzione del colesterolo LDL significativamente maggiore rispetto ai non aderenti, con una differenza media di circa 21 mg/dL, accompagnata da riduzioni analoghe del colesterolo totale e del colesterolo non-HDL.

L’aderenza alle statine, tuttavia, può essere condizionata da diversi fattori, tra cui la tollerabilità del trattamento. In particolare, la comparsa di sintomi muscolari può rendere più complessa la prosecuzione della terapia alle dosi necessarie. In questi pazienti, la possibilità di ricorrere a strategie terapeutiche alternative o complementari può quindi assumere un interesse particolare, nell’ambito di un approccio personalizzato alla gestione dell’ipercolesterolemia.

Pur trattandosi di popolazioni e strategie terapeutiche differenti, il messaggio dei due studi è sorprendentemente coerente. Nel caso delle statine, così come nel trattamento nutraceutico con Cardioritmon® Colesterolo, la continuità di assunzione si traduce in un miglior controllo lipidico. L’efficacia della terapia, quindi, dipende non solo dalle caratteristiche del trattamento, ma anche dalla capacità del paziente di mantenerlo nel tempo.

Per il medico di medicina generale questo rappresenta un elemento di particolare rilevanza. Favorire l’aderenza significa migliorare concretamente gli outcome clinici, attraverso una comunicazione efficace, un follow-up regolare e la scelta di schemi terapeutici semplici. In questo senso, la somministrazione di Cardioritmon® Colesterolo in un’unica assunzione giornaliera di due capsule si è dimostrata compatibile con un’elevata adesione al trattamento e con un significativo incremento dell’efficacia clinica.

L’esperienza in real life conferma quindi Cardioritmon® Colesterolo come una valida opzione nella gestione dell’ipercolesterolemia lieve-moderata, dimostrando che il massimo beneficio si ottiene quando il trattamento viene seguito con costanza. Un messaggio perfettamente in linea con quanto osservato anche nella terapia con statine: l’aderenza rappresenta una componente determinante dell’efficacia terapeutica.

 

Bibliografia

1. Integratori ipocolesterolemizzanti: criteri di scelta tra razionale scientifico, effetti clinicamente rilevanti e sicurezza di impiego; Arrigo F.G. Cicero, Pasquale Perrone Filardi; Cardiosic n. 4 2025

2. Efficacia a breve termine del trattamento con Cardioritmon® Colesterolo nei pazienti con ipercolesterolemia lieve-moderata. Un’analisi retrospettiva in real life di una coorte di pazienti ambulatoriali di cure primarie. Fase II; IJPC - Italian Journal of Primary Care; Vol 10, No 1, april 2026

3. Association Between Statin Adherence and Cholesterol Level Reduction from Baseline in a Veteran Population; Pharmacotherapy 2013; 33(10):1044-1052

4. Khan e Kleiman, BMJ 2022, “Statin related muscle symptoms: is it time to move on; BMJ 2022;379: o2939COLESTEROL

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