I fattori di rischio per l’ansia sono diversi nei due sessi
La nuova ricerca, pubblicata sul Journal of Affective Disorders, ha stimato che il 13.6% (ovvero una persona su sette), ha sperimentato livelli clinicamente significativi di disturbo d'ansia generalizzato (GAD) nei primi mesi della pandemia (prima della pandemia, la prevalenza stimata di GAD in 12 mesi era del 2.6%). Inoltre, lo studio ha rilevato che gli elevati livelli di ansia negli uomini era correlata alla disinformazione sul Covid, mentre l'ansia delle donne era legata alla precarietà del lavoro. La prevalenza del disturbo d'ansia generalizzato nelle donne era significativamente più alta rispetto agli uomini (17.2% vs. 9.9%).
È fondamentale, sostengono gli autori, sforzarsi di comprendere i fattori sociali che hanno contribuito a queste sorprendenti differenze. Questa pandemia è la prima che si è verificata in concomitanza con l'uso diffuso dei social media, che facilita la diffusione di disinformazione, come voci sui vaccini e trattamenti non provati (infodemia Covid). Questo studio ha documentato come la frequente esposizione a notizie false sul Covid è associata a conseguenze sulla salute mentale, in particolare per gli uomini, facendo aumentare le probabilità di disturbi d'ansia. Gli uomini nella fascia di esposizione più bassa (cioè quelli che hanno riferito di essere stati esposti a disinformazione almeno una volta alla settimana) avevano tre volte più probabilità di riferire ansia elevata, mentre gli uomini nella fascia di esposizione più alta (cioè quelli che hanno riferito di essere esposti a disinformazione più volte al giorno) erano 6.5 volte più propensi a segnalare ansia clinicamente significativa rispetto a coloro che hanno riferito di aver visto raramente o mai disinformazione su Covid.
I livelli di ansia delle donne avevano maggiori probabilità di essere influenzati dall'aumento della precarietà del lavoro a causa di chiusure di attività, licenziamenti, quarantene obbligatorie e infezioni da Covid. Le donne che hanno sperimentato la precarietà del lavoro durante la pandemia avevano il triplo delle probabilità di soffrire di disturbo d'ansia generalizzato rispetto alle donne che avevano un’occupazione sicura (anche dopo aver controllato le variabili confondenti, inclusi i fattori sociodemografici). Il lavoro per gli uomini non si correla ai disturbi d'ansia, forse perché la precarietà del lavoro non è equamente distribuita tra i sessi.
La segregazione professionale basata sul genere fa sì che le donne siano sovrarappresentate nella forza lavoro sanitaria e sociale, dove sono spesso sottopagate e hanno un rischio maggiore di esposizione agli agenti patogeni Covid, affermano gli autori. Le donne sono sovrarappresentate anche nei settori della ristorazione e alberghiero, duramente colpiti dall'emergenza Covid.
Lo studio ha analizzato i dati della Canadian Perspective Survey Series che includeva 1.753 uomini e 2.016 donne di età pari o superiore a 15 anni. I sintomi d'ansia sono stati valutati dalla scala standardizzata del disturbo d'ansia generalizzato-7 (GAD-7) che valuta sintomi come sentirsi nervosi, incapaci di controllare le preoccupazioni, avere difficoltà a rilassarsi e sentirsi facilmente infastiditi nelle ultime due settimane. Inoltre, questa ricerca identifica anche i fattori di rischio comuni di disturbi d'ansia per entrambi i sessi, tra cui l'aumento dell'assunzione di alcol, cannabis e cibo spazzatura/dolci durante l'epidemia di Covid.
Gli interventi sulla salute mentale, concludono gli autori, devono essere sensibili al genere e dovrebbero anche affrontare a monte i determinanti sociali della salute in questa emergenza sanitaria.
Bibliografia
Shen (Lamson) Lin. Generalized anxiety disorder during Covid in Canada: Gender-specific association of Covid misinformation exposure, precarious employment, and health behavior change. Journal of Affective Disorders 2022. DOI: 10.1016/j.jad.2022.01.100