Un corso sulle buone pratiche cliniche, con lo scopo di rilasciare una certificazione alla ricerca, inizialmente,  per circa 30 medici di famiglia, nell’ambito del progetto del Centro studi Fimmg Roma la sezione romana della Federazione italiana medici di famiglia, con lo scopo di  creare una rete che possa produrre, con i dati del loro lavoro quotidiano, lavori scientifici certificati, ma non solo. Il corso si è svolto presso il Policlinico Umberto I di Roma il 22 giungo e un altro ne avrà luogo nel mese di Luglio, certificando altrettanti sanitari. “Il progetto di una rete di medici sentinella nell’ambito sanitario è nata proprio durante il covid , quando proprio con i dati dei medici collegati tra loro, riuscivamo ad anticipare e a modulare o organizzare il nostro lavoro.” Dichiara Pier Luigi Bartoletti Segretario Provinciale della Fimmg Roma, e vice segretario nazionale vicario Fimmg,  l’organizzatore dell’iniziativa. “Non possiamo non ringraziare il Direttore Generale del Policlinico ed il Dipartimento di Ricerca Clinica, che insieme al nostro Centro Studi  ha  reso possibile  tale iniziativa. Il periodo Covid ci ha insegnato, come il mondo delle istituzioni sia andato immediatamente in tilt - ribadisce Bartoletti - lavorando sempre in ritardo e con provvedimenti delle volte astrusi, e proprio i medici di famiglia hanno pagato un prezzo alto in termini di sofferenze e purtroppo in vite. Noi con la nostra rete di rilevamento avevamo un monitor e operavamo in sicurezza, e da qui l’iniziativa di oggi". ”Quindi una nuova rete istituzionalizzata che oltre a fare ricerca sarà un monitor continuo per la salute generale, ma tutto questo che è il presente e il passato, fa fare qualche riflessione. Quotidianamente purtroppo ci propongono strampalate ed ideologiche proposte di riforma della nostra figura professionale, con giudizi ingenerosi, oltre che offensivi, di tutta una categoria che da tanto ogni giorno, ma viene sottovalutata e sottostimata, comunque  - conclude  Bartoletti -  costoro prima di pensare di riformare gli altri farebbero bene a farsi un esame di coscienza e magari anche farci capire dov’erano e cosa facevano  nel massimo del momento emergenziale.”