A Pescara centinaia di Mmg hanno manifestato contro il mancato rinnovo dell’Accordo integrativo regionale fermo da vent’anni e contro l’ipotesi di riforma della medicina generale legata al Dm 77. La mobilitazione promossa da Fimmg assume un valore nazionale: sotto accusa il modello di “ibridizzazione” contrattuale, giudicato penalizzante per autonomia professionale, attrattività della professione e continuità assistenziale nei territori.
La Federazione dei medici territoriali boccia la proposta di dipendenza volontaria per i medici di medicina generale prevista dal decreto Governo-Regioni. Il segretario nazionale Francesco Esposito denuncia il rischio di apertura alle cooperative e alle assicurazioni nelle Case di Comunità e rilancia un modello alternativo: rapporto orario con tutele e convenzione unica territoriale.
Intervistato dall’agenzia LaPresse il segretario generale della Fimmg, Silvestro Scotti critica il progetto di riforma della Medicina generale: "Non introduce una vera dipendenza, ma un modello ibrido con più vincoli e meno tutele". Nel mirino anche la nuova formazione, giudicata poco attrattiva per i giovani, e le criticità delle Case di Comunità. "Così il sistema rischia di perdere altri medici nei prossimi cinque anni".
Durissimo attacco della Fimmg Lazio al decreto sulla riforma delle Cure primarie: “Si smantella il rapporto fiduciario e si riportano le diseguaglianze sanitarie agli anni prima della legge 833”. Nel mirino dipendenza, turnazioni nelle Case di Comunità e apertura ai medici specialisti per coprire le carenze. “Il rischio è una sanità territoriale più fragile e spinta verso privato e assicurazioni”.
Una lettera aperta firmata dalla Simccp e dalle organizzazioni dell'Alleanza per la Riforma delle Cure Primarie accoglie con favore la proposta del Ministro Schillaci. Tra i medici under 40 il consenso all'inquadramento come dipendenti sfiora il 60%, tra le donne il favore verso la dirigenza medica tocca il 50%. Resta il nodo della formazione, per Simccp serve una Scuola di Specializzazione universitaria unica.
Da un lato la manifestazione nazionale di protesta del 28 maggio annunciata dal Sindacato medici italiani contro la bozza di riordino dell’assistenza primaria, dall’altro il via libera condizionato dello Snami. Al centro del confronto ruolo unico, rapporto fiduciario, Case di Comunità e possibile ricorso alla dipendenza per i medici di medicina generale.
Una storica sentenza della Corte Costituzionale sancisce che la gravidanza non può penalizzare la carriera delle future mediche di medicina generale. Dichiarata illegittima la norma che penalizzava le corsiste costrette a prolungare la formazione per recuperare i periodi di astensione obbligatoria in maternità, con effetti negativi su graduatorie e anzianità di servizio.