L'Air siglato di recente tra Regione e sindacati della Medicina generale per garantire la presenza dei medici di famiglia nelle Case di Comunità anticipa alcune delle soluzioni che potrebbero emergere al tavolo nazionale dopo il via libera delle Regioni all’Atto di indirizzo. L’accordo veneto prevede turni nelle strutture territoriali per i professionisti a quota capitaria, attività dedicate per i medici del ruolo unico a regime orario e compensi aggiuntivi fino a 60 euro lordi l’ora.
Il Comitato di Settore Regioni-Sanità ha approvato l'Atto di indirizzo per definire il ruolo dei Mmg nelle Case di Comunità, consentendo così di accelerare il percorso negoziale in Sisac e dare una risposta alle esigenze organizzative della sanità territoriale senza ricorrere a nuovi interventi legislativi. Il documento prevede fino a 6 ore settimanali di attività nelle strutture territoriali, saranno poi le Aziende sanitarie a organizzare tali attività in modo da garantire una presenza minima all'interno delle strutture.
Il Ministro della Salute propone di superare le incompatibilità per consentire agli specialisti ospedalieri di operare nelle Case di Comunità. La proposta divide la dirigenza medica: Smi, Fvm e Anaao respingono l'ipotesi e contestano possibili trasferimenti d'ufficio, mentre la Cimo apre al confronto ma chiede il pieno coinvolgimento delle organizzazioni sindacali.
Webinar di Smi-Confsal promuove il 18 giugno un corso online per fornire ai medici di medicina generale e alla dirigenza strumenti pratici per muoversi con efficacia nei tavoli delle trattative, ma anche suggerimenti pratici per migliorare la comunicazione quotidiana nel rapporto con il paziente. il corso sarà anche un 'occasione di confronto interno sulle prospettive future della professione.
Soddisfazione per l'accantonamento dell'ipotesi di un rapporto di dipendenza, ma Snami teme un altro rinvio sui nodi della professione; Fmt chiede interventi strutturali su formazione e organizzazione. Fimmg conferma la disponibilità a un accordo, rivendica il contributo già offerto dai Mmg nelle Case di Comunità e chiede un modello realmente multiprofessionale. Sul fronte opposto, Simccp parla di occasione persa per la sanità territoriale, mentre Anaao chiede di riaprire il confronto coinvolgendo anche ospedalieri e dirigenti.
Il dietrofront dell'esecutivo sul decreto di riordino della medicina territoriale non spegne le preoccupazioni dei rappresentanti di categoria. Lo Snami lancia l'allarme sul rischio che l'accantonamento del provvedimento si traduca in un prolungato stallo politico, capace di congelare i problemi strutturali che penalizzano l'assistenza primaria e la medicina di famiglia. Il timore principale è che, una volta archiviata la riforma organica, resti in piedi unicamente l'obbligo per i Mmg di coprire sei ore di attività all'interno delle Case di Comunità.
La British Medical Association consulterà i General Practitioner inglesi su un piano alternativo che prevede maggiore ricorso a servizi privati e formule in abbonamento. Sullo sfondo, il malcontento per carichi di lavoro, sottofinanziamento e sostenibilità economica delle cure primarie nel Nhs.