"Il cambiamento dello status giuridico della medicina generale non risolve il tema dell’appropriatezza né il problema delle liste d'attesa". Il segretario generale della Fimmg, Silvestro Scotti, è intervenuto con parole dure nella polemica sulla riforma della medicina generale tra Ministero della Salute e Conferenza delle Regioni: "La Medicina generale è stufa di essere l’alibi delle Regioni, ed anzi, ritrova nel ministro Schillaci l’unico interlocutore che finora abbia mostrato coerenza tra le discussioni avviate e le azioni messe in campo".

L’ultimo accordo integrativo regionale per la Mg risaliva al 2018, a luglio 2024 è stato siglato il nuovo accordo, ma solo pochi giorni fa è stato firmato il Dca inerente alla sua pubblicazione. Francesco Esposito segretario nazionale di Fmt ha commentato ciò sottolineando:“L'accordo firmato dai sindacati lo scorso luglio (2024) ha subito sei mesi di ritardo per le solite ‘trafile romane’. Una prova ulteriore della necessità di mettere fine a questo assurdo commissariamento della regione Calabria: non ha prodotto nulla di buono”.

Smi avverte che a breve lanciarà una petizione affinché ai medici di famiglia, nell’esercizio delle loro funzioni, che contraggono una malattia, a seguito del contagio di un  virus che produca la morte, l'inabilità permanente o l'inabilità assoluta temporanea per più di tre giorni, sia riconosciuto l’infortunio sul lavoro e che sia classificato come derivato da  una causa violenta.

Tra i medici italiani con meno di 50 anni, sei su dieci sono donne. E, tra i medici con età compresa tra i 40 e i 49 anni, la proporzione sale al 64%: quasi due su tre. Sono questi alcuni dei dati più eclatanti tra quelli elaborati, come ogni anno, in occasione dell’8 marzo dal Ced della Fnomceo  e aggiornati al 18 febbraio scorso. Gli Odontoiatri sono ancora per il 70 % uomini, ma tra i più giovani c’è la parità.

EvdI soldi non bastano per adeguare le borse di studio della Medicina generale al livello previsto dalle scuole di specializzazione. La Commissione Bilancio in Senato ha infatti bocciato la proposta di inserire questo significativo cambiamento nel 'Ddl prestazioni sanitarie'. Un colpo d'arresto che vanifica le speranze di molti e dello stesso Ministro della Salute che si era espresso a favore dell’istituzione della scuola di specializzazione. La normativa attuale sulla formazione dei medici di medicina generale, quindi, rimane quella stabilita nel 1999.

EvdContro la bocciatura dell'emendamento al Ddl sulle prestazioni sanitarie, che contemplava la trasformazione del Corso di formazione della Mg in scuola di specializzazione, si è levato un coro di critiche. Per Snami la politica ha perso un’occasione per garantire pari dignità formativa e contrattuale ai futuri Mmg. Fmt ha definito tale scelta un passo falso del ministro della Salute che aveva garantito il via libera su questa importante riforma che avrebbe avvicinato il nostro Paese agli standard europei. Assimefac propone addirittura una tassa di scopo per poter dare finalmente dignità di Disciplina alla Mg.

L'ipotesi del passaggio dei medici di medicina generale all'interno del Ssn come dipendenti, in previsione dell'avvio a pieno regime delle Case e degli Ospedali di Comunità declinati dal Pnrr,  è nelle mani delle Regioni che ancora non si sono pronunciate sulla questione. Questo è quanto si evince dalla  dichiarazione del Ministro della Salute all'Adnkronos a margine dell'evento svoltosi a Roma per i 300 anni dell'antico ospedale San Gallicano.