EvdLa medicina generale, come i professionisti che la esercitano, è destinata all'oblio? La risposta non può che essere affermativa visti i continui segnali che vanno in questa direzione. L'ultimo è quello dato, in merito al DL Bollette, dalle Regioni. Per far fronte alla carenza dei Mmg sul territorio, hanno chiesto - fino al 31 dicembre 2026 - di proporre a medici e chirurghi specialisti di altre branche un semplice corso di 3 mesi per poter esercitare la professione di Mmg. Una proposta che per Snami svilisce il percorso formativo e umilia i medici di medicina generale".

“Siamo convinti che affidare a terzi parte dei servizi di emergenza-urgenza ospedalieri significa legittimare l’utilizzo di cooperative all’interno dell’ospedale. L’ esternalizzazioni dei servizi medici vanno abolite del tutto e non solo limitate, per evitare emorragie verso il privato". Questo è quanto affermato dal segretario generale dello Smi, Pina Onotri, durante l'audizione presso la Commissione Affari Sociali e la Commissione Finanze della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame del 'Decreto Bollette'.

Secondo i risultati di un questionario su fertilità e prevenzione, diffuso dalla Siru e dalla Fimmg, oltre il 70% dei medici di medicina generale è favorevole a far tornare la vecchia visita andrologica dei tempi della leva obbligatoria, portandola nelle scuole, per fare prevenzione primaria e diagnosi precoce di patologie 'al maschile' soprattutto tra i più giovani, oggi in preoccupante aumento.

EvdNon è un anatema, ma sono le parole del segretario generale della Fimmg, Silvestro Scotti, pronunciate in un'intervista rilasciata al Resto del Carlino. "Andando avanti così - ha dichiarato Scotti -  la medicina generale nel 2026 non ci sarà più: 10mila dottori andranno in pensione, con un ricambio che ne coprirà forse 3mila. Siamo un Paese che ha deciso di andare avanti senza cure primarie, perché tra un po' diventeranno un lusso".

EvdFNOMCeO e FISM hanno siglato un position paper condiviso in cui propongono che i farmaci sottoposti a piano terapeutico, dopo un anno di monitoraggio dalla prima prescrizione dello specialista per l’avvio del trattamento, possano essere prescritti, senza ulteriori impegni amministrativi, da tutti i professionisti medici operanti nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale. Plauso di Fismu che appoggia la proposta definendola corretta e di buon senso.

Il sindacato giudica insufficiente la proposta della Regione in merito alla stabilizzazione del personale medico, sanitario e amministrativo della sanità. Per Fismu, il dettato regionale non farebbe che aggravare i problemi del Ssr. "Serve, ora, una risposta ferma e unitaria del mondo della sanità - chiosa Rosario Di Carlo, dirigente nazionale e responsabile regionale dirigenza medica di Fismu  - anche con una giornata di sciopero".