Sistemi in tilt e ricette bloccate: Fimmg e Fmt portano in Regione la protesta contro i disservizi cronici del software regionale. La richiesta: infrastrutture moderne o il passaggio immediato al sistema nazionale Sogei.
Mentre l'acido folinico passa in fascia C, la 'liberalizzazione' degli antivirali si scontra con il mancato aggiornamento dei software gestionali. Lo Smi lancia l'allarme: "Sistemi in tilt, pazienti con infezioni erpetiche restano senza ricette".
Contrariamente alla percezione di una Medicina generale in crisi, la fiducia degli italiani nel medico di medicina generale non si scalpisce. In una recente survey in Emilia-Romagna il Mmg ottiene il punteggio di gradimento più alto (7,3). Oltre la metà degli intervistati ha assegnato al proprio medico di fiducia un voto pari o superiore a 8, consolidando il ruolo del medico di famiglia come fulcro del sistema territoriale.
Il futuro dei Mmg si gioca sull'equilibrio tra nuove responsabilità strutturali (Missione 6 del Pnrr) e mantenimento dell'autonomia libero-professionale. Questo, in sintesi, il concetto espresso dai vertici Fimmg Silvestro Scotti e Nicola Calabrese in audizione al Senato sul disegno di legge per il potenziamento dell’assistenza (Ddl 1825). Il sindacato promuove l'integrazione territorio-ospedale, ma pone condizioni nette: fondi certi per il personale delle Case della Comunità, diagnostica negli studi contro le liste d'attesa e nessun intralcio al rinnovo dell'Acn.
Dopo la mobilitazione organizzata a Napoli dallo Smi Campania, il sindacato traccia un bilancio delle criticità del progetto di legge Benigni (Fi) e promuove un sit-in. Sotto accusa la ripartizione del monte orario tra studio e Case di comunità: per Giovanni Senese segretario regionale Smi Campania la riforma ignora i reali carichi di lavoro e prefigura una "dipendenza mascherata" senza tutele, mettendo a rischio il rapporto fiduciario con i pazienti.
Superare la frammentazione diagnostica attraverso un linguaggio clinico comune: il progetto "Breast coNnEcTion" dell'Asst Fatebenefratelli Sacco trasforma il medico di medicina generale nel primo nodo attivo della rete senologica. Grazie a una checklist condivisa e a canali di accesso semplificati, il modello punta ad abbattere i tempi d'attesa e l'inappropriatezza, garantendo alla paziente un percorso protetto dal sospetto clinico fino alla presa in carico multidisciplinare.
Simeu ipotizza di spostare parte dell’attività verso i presidi di prossimità per alleggerire la pressione sugli accessi ospedalieri nei Pronto soccorsi. Ma senza percorsi tutelati e protocolli chiari, le urgenze a bassa complessità non possono essere gestite in sicurezza dalla Medicina generale. Il nodo non riguarda solo la redistribuzione dei professionisti, ma la costruzione di condizioni operative realmente protette per chi cura e per chi si affida alle cure.