Secondo la Fimmg, i numeri diffusi da Gimbe riflettono criticità stratificate nel tempo. Colmare i vuoti negli organici non è sufficiente se non si ridisegna un ruolo che riporti il medico di medicina generale al centro della prevenzione e della cura, liberandolo da un carico amministrativo ormai insostenibile. Il sindacato chiede una riforma che valorizzi il ruolo del territorio con percorsi formativi adeguati, team multidisciplinari e strumenti che liberino i clinici dalle enormi incombenze burocratiche.
In un sistema sanitario costruito per decenni sulla stabilità del rapporto fiduciario, sta emergendo un fenomeno destinato a modificarne profondamente l’equilibrio: il medico “floating”. Un modello nato nel contesto britannico per descrivere i giovani medici che sempre più scelgono la flessibilità totale preferendo la condizione di "sostituto perpetuo" o l'impiego nei servizi di Continuità assistenziale e che oggi trova spazio anche in Italia, alimentato da un disagio che va oltre la dimensione economica.
Il Movimento Mmg per la Dirigenza scrive al Ministro Schillaci: "La convenzione unica è un retaggio del passato, i giovani chiedono la dipendenza per non fuggire dal Ssn". Sotto accusa la proposta Benigni: senza una svolta coraggiosa, la fine del medico di famiglia è già scritta.Per il Movimento il nodo centrale della crisi strutturale della Mg resta "l'incoerenza tra una forma contrattuale individuale, ereditata dalle casse mutue di un secolo fa, e le esigenze moderne di lavoro in team e strutture dedicate".
Snami risponde alle recenti dichiarazioni della Fimmg sullo stato critico della Mg e, pur riconoscendo la gravità della situazione, ribalta l’analisi della Federazione maggioritaria. “Per una volta siamo d’accordo con loro - afferma il sindacato - ma è proprio questo il nodo: la crisi attuale è il risultato di vent’anni di accordi collettivi nazionali firmati senza mettere in discussione la direzione intrapresa che avrebbe progressivamente modificato la natura professionale del Mmg.
Il sindacato guidato da Silvestro Scotti risponde alle contestazioni sulla proposta di legge inerente la natura giuridica della Medicina generale, intervenendo con una nota ufficiale che prende le distanze dalle critiche sollevate da altre sigle sindacali, definite “tardive e strumentali”. Secondo la Federazione, il dibattito di questi giorni ignora un elemento decisivo: il confronto costante con i referenti istituzionali del provvedimento che ha già aperto ampi margini di emendabilità del testo.
La Medicina generale italiana è entrata in una fase critica, stretta tra pensionamenti in aumento, ricambio generazionale insufficiente e crescita dei bisogni assistenziali legati a invecchiamento e cronicità. L'ultimo report della Fondazione Gimbe fotografa un sistema sotto pressione crescente, evidenzia criticità diffuse in gran parte del Paese e segnala l’assenza di una strategia organica per rafforzare il ruolo del medico di medicina generale nella rete territoriale.
La relazione 2025 dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie segnala quasi 18mila aggressioni in un anno. Se il Pronto soccorso resta il contesto più critico, crescono anche le segnalazioni provenienti da studi medici e ambulatori territoriali. In arrivo nuove tutele normative, arresto in flagranza differita e percorsi formativi per la gestione del conflitto.