A preoccupare sono i dati messi in luce dal 21° Rapporto Aifa sulla sperimentazione clinica, che evidenziano un calo degli studi in Italia. La Società Italiana di Farmacologia (SIF) chiede interventi immediati per evitare il declino di un settore cruciale per innovazione e salute pubblica.
Con la nuova edizione del dossier “Stop pesticidi nel piatto”, realizzato in collaborazione con Alce Nero, Legambiente ha scattato una “fotografia” della situazione per quanto riguarda la presenza di residui chimici nei prodotti alimentari. Rilevante la presenza di tracce di fitofarmaci, sia come monoresiduo che come multiresiduo. Quest’ultimo solleva preoccupazioni significative: infatti, la presenza di molteplici residui in un unico alimento può generare effetti additivi e sinergici, con potenziali danni per la salute umana.
Le misurazioni della pressione arteriosa effettuate in uno spazio pubblico, con e senza rumore ambientale, erano minimamente diverse dalle letture ottenute in un ambiente privato e silenzioso. La pressione sistolica media variava di meno di 1 mmHg tra i luoghi. Sebbene le linee guida consiglino di misurare la pressione arteriosa in un luogo tranquillo, i luoghi pubblici possono essere valide opzioni per lo screening dell'ipertensione, dicono i ricercatori.
L'Università di Barcellona ha partecipato a uno studio internazionale che ha trovato nuove prove che collegano esperienze traumatiche ed eventi stressanti con l'endometriosi. I dati dimostrano che la condizione sembra essere strettamente legata al trauma che coinvolge il contatto, cioè quei casi in cui c'è un'interazione fisica diretta tra la vittima e l'aggressore, come nell'abuso fisico o nell'aggressione sessuale. Attraverso l'analisi genetica, i ricercatori hanno scoperto che questa relazione sembra essere indipendente dalla predisposizione genetica all'endometriosi. Questi risultati, pubblicati sulla rivista JAMA Psychiatry, potrebbero essere utili da tenere in considerazione nella diagnosi dell'endometriosi, che colpisce 190 milioni di donne in età riproduttiva in tutto il mondo.
Uno studio condotto su quasi 10.000 anziani ha dimostrato che le fluttuazioni di anno in anno dei livelli di colesterolo totale e colesterolo Ldl erano legate a rischi più elevati di declino cognitivo e demenza. I partecipanti con la più alta variabilità del colesterolo totale avevano un rischio maggiore del 60% di demenza incidente (HR 1.60) e un rischio maggiore del 23% di declino cognitivo senza demenza (HR 1.23), hanno indicato i dati pubblicati su Neurology.
Il tessuto adiposo intermuscolare e la riserva di flusso coronarico risulterebbero predittori indipendenti di eventi avversi cardiovascolari maggiori. Alcuni dati recenti hanno rivelato che l'associazione persiste indipendentemente dall'Imc e da altri fattori di rischio tradizionali.
Svelato un possibile legame tra disturbo depressivo maggiore (Mdd) e alterazioni epigenetiche, ovvero quei cambiamenti che modificano l’espressione dei geni, senza alterare la sequenza del Dna. Uno studio pubblicato su Biomedicines dai ricercatori italiani ha rilevato in soggetti affetti da depressione un’anomalia nel processo di metilazione, un meccanismo che regola l’espressione genica.