Lazio, è allarme sui tempi di attesa 'programmati'
Bocciato poi l’attuale sistema di gestione dei tempi di attesa, il 94,2% dei Mmg si è dichiarato insoddisfatto mentre il 5,8% preferisce non esprimersi in merito. L’impatto della modifica dei codici di priorità è stato definito peggiorativo per quanto riguarda il carico burocratico dall’80% dei Medici intervistati, con un impatto per i pazienti , nullo per il 38,8% o negativo nel 32,2%. Alla domanda quali fossero le proposte per migliorare la situazione 3 medici su 4 pari al 74,4% sono convinti che sia opportuno avere a disposizione un canale diretto con le strutture erogatrici mentre per il 34,7% o uno slot dedicato per le prestazioni più urgenti nel 39,7%, situazione che migliorerebbe per patologie acute (43,8%) o di sospetta natura oncologica (43,8%).
La richiesta di una maggiore integrazione con le strutture ed i servizi aziendali regionali, grazie a strumenti di collegamento diretto, sempre a detta dei sanitari, per il 65,3% viene meno a causa della scarsa se non nulla conoscenza della mappatura della strutture della rete oncologica regionale, per l’ 85,1% dovuta alla mancanza di comunicazioni aziendali sulle alle modalità di contatto diretto con le strutture regionali dotate di PDTA Ospedalieri.
I dati sembrano quindi concordi nell’evidenziare le attuali criticità nell’offerta carente del ReCUP (1/3 di quella effettivamente disponibile) e nella volontà di potenziare la sinergia tra territorio ed ospedale, mediante politiche specifiche, come l’introduzione di slot di prestazioni dedicate a specifiche classi di patologie (ad es. acute ed oncologiche), anche con la collaborazione dei Mmg con sistemi di prenotazione diretta per servizi e strutture, che già oggi dispongono di percorsi diagnostico assistiti ospedalieri, purtroppo poco pubblicizzati. Molte di queste proposte sono già previste dalle normative vigenti, ma l’effettiva attuazione non è omogenea a livello territoriale, spesso carente se non addirittura assente. A questo proposito un altro dato interessante il numero di prescrizioni effettuate quotidianamente dal medico di medicina generale che risultano sotto al 10% per le urgenti, dal 10% al 30% per le brevi (meno di 10 giorni di attesa) circa il 50% differibili (entro 60 gg). Ma di tutte queste prestazioni solo il 70% viene prescritto su richiesta del medico di famiglia, il restante 40% è frutto di prescrizioni di altri medici, di specialisti di struttura pubblica , che non prescrive su ricettario regionale ed il 40% di specialisti privati .
“Le liste di attesa sono un problema - conclude la Fimmg Roma - ci sono in campo ogni giorno oltre 4.000 medici di medicina generale pronti a fare la loro parte. Il buon senso dice che forse è venuto il momento di non inseguire più modelli astrusi e burocratici e ascoltare invece chi ogni giorno incontra migliaia di pazienti".