La malattie cardiovascolari hanno ucciso più del Covid
Nell'anno in cui è scoppiata la pandemia, il Covid è stata la terza principale causa di morte nell'UE, con un totale di quasi 439 000 decessi a fronte di 1,7 milioni di persone che hanno perso la vita a causa di malattie cardiovascolari. Tra i membri dell'UE la quota più alta di decessi per malattie del sistema circolatorio è stata osservata in Bulgaria (61%) e la più bassa in Francia (20%).
I dati relativi all’anno più intenso della pandemia vengono resi noti per la prima volta e attestano che sì, il nostro Paese ha registrato il maggior numero di decessi (78.478), ma confrontando il numero di decessi Covid con ulteriori decessi nel 2020, risulta che le principali cause di morte tra gli abitanti dell'UE sono state le malattie del sistema circolatorio e il cancro (neoplasie maligne) e la terza causa di morte più frequente è stata il Covid, seguita dalle malattie respiratorie. Le malattie cardiovascolari rappresentano dunque un problema sanitario che durante la recente pandemia non è andato certo migliorando, a causa dei minori controlli, delle mancate diagnosi, della perdita di aderenza terapeutica, sulle quali l’ipercolesterolemia ha un’incidenza ancora troppo rilevante.
“Stiamo vivendo un momento storico particolare”, spiega il Professor Furio Colivicchi, Presidente dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) - Associazione che raggruppa 6mila cardiologici impegnati nella prevenzione e nella cura delle malattie cardiovascolari che lavorano nelle strutture del Servizio Sanitario Nazionale. “Stiamo uscendo in maniera lenta e faticosa dalla fase pandemica, portandoci dietro un carico di problematiche legate al fatto che, nei 3 anni della pandemia, le malattie cardiovascolari sono state curate in moltissime realtà in maniera inadeguata”.
Fabrizio Giovanni Oliva, Direttore Struttura complessa Cardiologia 1-Emodinamica-Unità di Cure Intensive Cardiologiche, Ospedale Niguarda Milano e Presidente designato ANMCO ha sottolineato ancora un altro aspetto: ovvero che queste malattie cardiovascolari determinano una disabilità importante in chi sopravvive a un evento di ictus e infarto, incidendo in maniera significativa sulla qualità di vita di queste persone e delle loro famiglie.