Preoccupano le scarse risorse per la sanità considerando che “nel 2024 assisteremo ad una contrazione della spesa dell’1,3%. Facendo i conti, in termini assoluti, parliamo per il prossimo anno di circa 1 miliardo e 800mila euro in meno di spesa prevista”. E questo “proprio quando saranno introdotti i nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea)”. Così all’Adnkronos Salute, Tonino Aceti, presidente dell’associazione Salutequità.
Il trend in calo delle risorse per il servizio sanitario desta preoccupazione “non solo per la contrazione di risorse imminenti, nel 2024 – continua Aceti – ma anche perché abbiamo sfide molto pratiche in arrivo. La principale – che hanno un po’ dimenticata tutti e su cui prevedo che in molti si strapperanno poi le vesti – è l’entrata in vigore, operativa, a gennaio e ad aprile di tutto il pacchetto dei nuovi Lea. Tra l’altro, già nel parere della Conferenza delle Regioni, c’era l’indicazione di avviare un monitoraggio sulla spesa perché c’erano un po’ di dubbi sulla copertura economica. Quindi il problema è che noi abbiamo questo traguardo, che deve necessariamente entrare a pieno regime visti gli anni di attesa per l’aggiornamento dei Lea, in un contesto di contrazione della spesa pubblica programmata”.
Tutto questo “in un momento in cui le Regioni segnalano di avere, già oggi, problemi di coperture dell’assistenza corrente. Buona parte degli assessori, in questi giorni al Festival delle Regioni, hanno segnalato che avranno difficoltà a chiudere il pareggio di bilancio.
C’è già una situazione di sofferenza dei conti che richiederebbe uno sforzo importante perché anche le realtà più virtuose potrebbero avere difficoltà”, aggiunge Aceti, ricordando che anche “il capitolo del personale su cui tutti dicono che bisogna investire ha bisogno di attenzione”.
Ma sono tanti altri “i capitoli da tenere in considerazione. In ogni caso questo è solo la Nadef che rinvia alla legge di Bilancio. E auspichiamo che la Finanziaria dia segnali sul finanziamento in grado di offrire risposte ai problemi”, conclude Aceti sottolineando però che non si tratta solo di soldi. “Le risorse sono importanti ma l’altra sfida per Governo e Regioni spenderle bene, perché su questo c’è margine. Un solo esempio: abbiamo finanziato il recupero delle liste attesa ma nel 2022 la Corte dei Conti ha certificato che non sono stati spesi ben 152 milioni”.